Monday 4 june 2012 1 04 /06 /Giu /2012 16:16

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

Immaginiamo una mappa: tangenziali, strade, autostrade, viottole, piste, stradine di campagna, impervi sentieri di montagna, tutto, proprio tutto conduce ad un paesaggio irreale, quasi intimo, informale, nascosto ai più  -che è la Poesia - Poesia pianeta che vive di riflesso, come una cometa o una scheggia di cielo disertato dal sole.

Poesia allora come forma primordiale di vita? poesia che regna in luoghi e in tempi di "contamination" di anime, di rompicapi, di assenteistici bisogni, di favole inconchiuse, di pressapochismo, di invasiva e pervasiva opera di demolizione di valori, di significati che compongono la vita, e la sconvolgono e la dannano?

Proviamo a considerare il poeta in una landa deserta, quale è oggi il nostro mondo quotidiano, diamogli un lume e una ragione per farlo e in breve si ricreerà nella morbidezza e voluttà del sogno, un mondo parallelo, lo farà con colori tenui, con linee elegiache, con note di Strawinsky. Ebbene egli cercherà sempre il frutto più bello che la natura gli abbia regalato: " l'intelletto" per idealizzare il mondo, ricrearlo, farlo rivivere dentro e fuori dal suo abitudinario di miseria e d'ineluttabili eventi negativi.

Se avrà una matita si disegnerà un profilo d'anima che corrisponda alla linea immaginaria della sua permanenza sulla terra, più morbida, più cònsona alle esigenze del cuore.

Ciascuno è poeta dentro. Non s'illudano quelli che non fanno versi roboanti, anche loro in piccolo possiedono quella riserva aurea che dal nulla, attraverso una ipotesi di poesia possa far spuntare le stelle nel firmamento.

Chiunque può idealizzare il luogo più infelice della terra e renderlo vivibile, sopportabile, può colorarlo, animarlo coi sentimenti, abitarlo con i suoi ideali e le sue memorie.

La poesia, in fondo è anche saper vivere una dimensione parallela, immaginarsi un mondo migliore, destabilizzare il vecchiume marcio dell'utile ad ogni costo, per ambire a progetti di rispettosa e intelligente idealità.

Non è facile, ne sono consapevole, ma non bisogna dire: "non sono poeta" perché la poesia vive dentro ciascuno, basterà recuperarla dal fondo d'anima, smaltarla, darle nuova patina e nuova fede, riavvicinarsi alla speranza che essa porta con sé, perché la poesia è ansia d'infinito, voglia di vivere una dimensione "altra" che non sia il sudiciume di questo relittuale lutto umano.

Basterà solo cercarla per vederla rifiorire, là dove credevamo di averla perduta o di non averla mai posseduta. Tutte le strade dell'anima passano dalla poesia, che ci porterà in cieli nuovi, in luoghi dove sarebbe impossibile transitare, senza la coscienza di possedere un'anima immortale. 

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Monday 4 june 2012 1 04 /06 /Giu /2012 14:11

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Il poeta è sempre stato il sognatore, colui che vola con le parole al di là e al di sopra dei concetti sterili, banali, stereotipati degli altri. Colui che reagisce all'inganno del mondo in maniera eclatante: si fa sentire, reclama la sua parte di cielo, inventa o sogna un piccolo eden nascosto dove rifugiarsi a pensare, a scrivere  con la voce del vento o nella solitudine.

Il poeta non condivide la sciatta monotonia della normalità, insignificante e asettica, il poeta è il lottatore, l'atleta in una palestra di rachitici, egli lotta per la sopravvivenza della poesia, (che sta per estinguersi) interviene sulla casta moralità dei benpensanti, dei moralisti dell'ultima ora, che vedono nella poesia il passatempo, la noia, la irrilevante/insignificanza del pensiero. Il poeta è un <barbaro sognatore> non come affiliato alla Lega, ma al suono della parola, al significato potente delle sue immagini ideali e fantastiche, vere ali, per volare....ci vuole un grande sogno, in questi tempi per smuovere ali atrofizzate dalla troppa immobilità intellettuale.

Il poeta predilige il silenzio, fa sua la notte, la mancanza di suoni o rumori, l'isola felice dove far volare i suoi aquiloni,  perché la spinta interiore, la forza ineluttabile delle sue molte vite, lo spinge ad essere fuori del tempo, fuori dagli schemi che ne atrofizzano la volontà del poiein.

 

 

 

 

 

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Saturday 2 june 2012 6 02 /06 /Giu /2012 10:00

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI (x 4 persone): 1 kg di palombo100 gr. di mandorle tostate, 1 spicchio d'aglio, 2 ciuffi di prezzemolo, 4 foglie di basilico, olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di farina, 2 cucchiai di Brandy, sale e pepe.

 

 

Lavate e tagliate il pesce a tocchi, infarinatelo e sistematelo in una teglia da forno antiaderente con un filo d'olio. Tritate finemente l'aglio, il prezzemolo, il basilico e cospargetelo sul palombo. aggiustate di sale e pepe, irrorate con 2 cucchiai di Brandy e riponete in forno preriscladato a 180° per mezz'ora. Tostate le mandorle in un padellino antiaderente senza alcun condimento, mescolandole in continuazione. Pestatele e a fine cottura spolveratele sul pesce. Servite caldo con un Pigato ligure bianco.

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Friday 1 june 2012 5 01 /06 /Giu /2012 14:22

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI: (x 4 persone) 350 gr. di riso semifino, 250 gr. di funghi chiodini, 1 cipolla, 1 noce di burro, 1 litro di brodo di carne (anche dado), 2 cucchiai di Brandy, 2 bustine di zafferano, 2 ciuffetti di prezzemolo. 4 cucchiai di pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

 

In una padella antiaderente, fate appassire in 2 cucchiai d'olio e 1 di acqua la cipolla tagliata finemente, aggiungete i chiodini (anche surgelati) fateli cuocere per 5 minuti. Versate il riso e fatelo tostare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Irrorate col Brandy, lasciatelo sfumare. Versate il riso e aggiungete un mestolo di brodo ogni volta che appaia prosciugarsi. Aggiustate di sale. a cottura quasi ultimata, sciogliete lo zafferano in mezzo bicchiere di brodo caldo e versatelo, mantecate il risotto per qualche minuto con una nocetta di burro. Servite molto caldo, cospargendo con abbondante pecorino e un trito finissimo di prezzemolo. Consigliato un Prosecco di Valdobbiadene (Veneto)

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Friday 1 june 2012 5 01 /06 /Giu /2012 14:07

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI (x 4 persone): 350 di riso semifino, 400 di porri, 50 gr. di burro, 500 gr. di pescatrice, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 1 bicchierino di Martini bianco, 1 litro di brodo vegetale (anche dado) pepe.

 

 

Lavate e asciugate la pescatrice, tagliate la polpa a piccoli pezzi. Pulite e lavate i porri, eliminate le parti più dure verdi, utilizzate solo la parte bianca tenera. Rosolate i porri in un tegame antiaderente, aggiungete il riso e fatelo tostare su fiamma vivace,a metà cottura del riso, versate il pesce a tocchetti e fatelo insaporire.  Cospargete con il Martini e ultimate la cottura aggiungendo sempre un mestolo di brodo vegetale e continuando a mescolare continuamente. Tenete il risotto un po' morbido all'onda, cospargete (se vi piace) con il parmigiano e un trito finissimo di prezzemolo. Servite caldissimo con pepe fresco macinato al momento. Suggerisco un Ischia DOC (campano)

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