Sunday 15 january 2012 7 15 /01 /Gen /2012 17:41

                              

BANDO DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA

 

“L’INTEGRAZIONE CULTURALE ATTRAVERSO LA LETTERATURA

Il “CEACM” Centro Ecuatoriano de Arte y Cultura a Milano ed il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano bandiscono il 2° Premio Letterario Internazionale “L’Integrazione Culturale Attraverso la Letteratura”, aperto a tutti gli autori italiani e stranieri, senza distinzione alcuna. Il premio si articola in 4 sezioni e puó partecipare ogni genere letterario (noir, thriller, horror, rosa, fantasy, storico, poliziesco, religioso, narrativa per bambini, ecc...). I testi possono essere in lingua italiana, inglese o spagnola. Questo premio nasce dalla responsabilità civica che come cittadini immigrati avvertiamo fortemente, ed è il segno che si può vivere in un’altra società facendone parte a tutti gli effetti, a partire dall’io più intimo e non solo come forza lavoro. Per far questo abbiamo utilizzato uno dei maggiori mezzi espressivi, “la Letteratura”, come linguaggio universale nel quale si avvertono i migliori segnali dell’esigenza culturale e si esprime la capacità del dialogo più universale.

LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA –  SCADENZA 17 MARZO 2012

Sezione A – Poesie edite o inedite a tema libero.

Sezione B – Libro edito di Poesia.

Sezione C – Libro edito di Narrativa.

Sezione D – Libro edito di Narrativa per bambini. (fiabe, favole, racconti)

GIURIA Ci teniamo a precisare che il premio è senza fini di lucro, e il costo del medesimo è autofinanziato grazie alla collaborazione degli sponsor che sostengono l’integrazione culturale.

Presidente del premio è Guamán Allende, Addetto Culturale in Italia, che coordinerà i lavori della giuria presieduta dalla Prof.ssa Ninnj di Stefano Busà e dai componenti: Scrittrice Sveva Casati Modignani, Prof. Maurizio Cucchi, Dr. Corrado Calabrò, Prof. Davide Rondoni, Prof. Alessandro Quasimodo, Prof. Michelangelo Camelliti, Prof. Franco Loi, Don Alessandro Vavassori, Prof. Haidar Hafez.

 REGOLAMENTO

Art. 1 -  Sezione “A” Poesia edita o inedita a tema libero: si partecipa inviando massimo 2 poesie in 3 copie, una delle quali dovrà essere corredata dalle generalità dell’autore. Oltre al cartaceo, si dovranno fornire via e-mail le 2 poesie per l’eventuale pubblicazione a: premioletterarioga@hotmail.com

 

Art. 2 - La partecipazione comporta il contributo/acquisto anticipato di almeno una copia dell’antologia del premio del valore di 15 euro ciascuna (é garantita la presenza dei CV di 10 righe all’interno dell’antologia di tutti i partecipanti). I contributi saranno donati per il 50% al CEACM per l’acquisto di materiale scolastico per gli alunni che frequentano i corsi del CEACM presso l’Istituto Leone XIII di Milano, e l’altro 50% sará invece destinato all’acquisto di testi scolastici per bambini, che saranno donati a una biblioteca scolastica delle zone rurali dell’Ecuador.

Art. 3 - Le opere di ogni sezione devono essere inviate in tre copie. I dati anagrafici dell’autore (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, telefono, ed e-mail) saranno accompagnati da una dichiarazione firmata, della proprietà e originalità della propria opera, nonché dell’autorizzazione all’eventuale pubblicazione senza richiedere compenso alcuno, e del consenso al trattamento dei dati personali, nell’ambito del premio, ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 192/03.

Art. 4 - Inviare un breve curriculum vitae di 10 righe a: premioletterarioga@hotmail.com

Art. 5 - Tutte le opere dovranno essere inviate entro e non oltre 17 marzo 2012 (farà fede la data del timbro postale) accompagnate della ricevuta di versamento di 15 euro, con causale “contributo antologia 2012”, versato sul C/C EXTRABANCA Via Pergolesi, 2/A – 20124 Milano IBAN: IT60X0339901600000010101292.   Pacco postale “PIEGO DI LIBRI” intestato a:

CEACM Premio Letterario

c/o Consolato Generale dell’Ecuador a Milano

Via Vittor Pisani, 9  -  20124 Milano – Italia

 

Art. 6 - Sono previsti premi in denaro per i primi classificati di ogni sezione, nonchè trofei, targhe e menzioni d’onore. I premi dovranno essere ritirati personalmente o da persona munita di delega e non è previsto nessun tipo di rimborso spese per i premiati.

 

Art. 7 - Possono aderire autori italiani e stranieri con testi in lingua italiana, inglese o spagnola, è possibile partecipare a più sezioni e con più opere.

Art. 8 - Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al premio, cedono il diritto di pubblicazione all’interno dell’antologia del premio, senza avere nulla da pretendere come diritto d’autore. Tutti i diritti rimangono dei singoli autori.

 

Art. 9 -  Gli scritti non dovranno contenere frasi o riferimenti offensivi verso, persone, enti o istituzioni varie.

Art. 10 - Le opere edite pervenute, non saranno restituite, rimarranno alla biblioteca del CEACM, catalogate e messe a disposizione dei lettori.

Art. 11 - Il giudizio della giuria sarà inappellabile e insindacabile, gli autori premiati saranno avvisati tramite e-mail e telefonicamente entro il 26 aprile 2012, saranno pubblicati sul sito www.ecumilan.org www.guamanallende.com www.agorafutura.net e inviati alle riviste e ai quotidiani nazionali. La cerimonia di premiazione si terrà a Milano, sabato 26 maggio alle ore 15:30 in luogo da stabilire.

Art. 12 - Info: premioletterarioga@hotmail.com www.guamanallende.com www.agorafutura.net www.ecumilan.org Tel: 3341425818

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Saturday 14 january 2012 6 14 /01 /Gen /2012 14:10

Note critiche di Maria Adelaide Petrillo

 

L’ASSOLUTO PERFETTO

di

NINNJ DI STEFANO BUSA’

 

 

Per chi alla preghiera si accosta per consuetudine, scelta, aspirazione interiore, o per chi è alla ricerca di una luce che non sia offerta dalle modalità tradizionali, quest’opera di Ninnj Di Stefano Busà è fonte di arricchimento inestimabile.

Riscoprire meditando il valore del “kalòs kai agathòs”, nella nostra società corrotta, caotica e distratta, è riappropriarsi del tempo (non del krònos, ma del kairòs) che si fa goccia di eternità.

Parlare “di” Dio, parlare “a” Dio, parlare “con” Dio, parlare “per” Dio … Allora il poeta diventa profeta: La poesia di Ninnj Di Stefano è preghiera e la preghiera si fa poesia mistagogica: ci prende per mano e ci conduce fino alla soglia del mistero; così, tolti i calzari, perché là oltre è terra sacra, possiamo entrare nel segreto e rimanere muti  (immobili nell’adorante atteggiamento dello “stabat mater”), ricercando nel cuore risonanze di quest’armonia: “solo la fede erompe come un tuono” “Sento ardere l’incenso all’altare/sciogliere come cera al sole la mia indifferenza”

Ninnj Di Stefano, in certi passaggi, riecheggia con lo stesso vigore i versi di David Maria Turoldo, il quale in una sua poesia innalza il suo lamento: “ I poeti non hanno più canti, non un messaggio di gioia, nemmeno una speranza …” e invece ecco la poesia della Busà che ci dona un canto puro di speranza.

C’è nei Suoi  altissimi versi una fede che si fa umile e povera, una fede orante,  che acquista un forte potere catartico.

Questi versi non hanno il sapore di un impulso improvviso, ma scaturiscono da una macerante ricerca interiore. C’è un “legere” (andare in cerca) la Parola che ha il sapore della “lectio divina” appresa alla scuola dei monaci  (nella primaria forma di Guigo Certosino) con una lenta “ruminatio” con un passaggio che si innalza dalla “meditatio” fino alla “contemplatio”: è un salire che conduce più su alla “Gloria di Dio”

“Vertigine d’attesa” “Dio è vivo, ha resistito alla necessità della morte/ per ampiamente rinascere all’eterno”

E qui siamo nella teologia pura, cara a Papa Benedetto, il quale, alla necessità del Cristo di morire, dedica intense riflessioni nel suo “Gesù di Nazareth”

Ninnj Di Stefano scrive questi versi con la consueta maestria ed efficacia poetica, ma in quest’opera c’è un tocco in più che la pervade e raggiunge una misura alta del suo “poiein”, perché è presa misteriosamente dall’Amore di Dio che Le fa dono di esprimere l’ineffabile: ciò che le parole non sanno né possono dire:

Ti sento,/ oh, se ti sento essenziale, inaffondabile/ palpitante abbraccio delle stelle…

“fammi degna della tua infinità”

“Dacci la parola che ci disveli/ l’erba secca ha bisogno di rugiada”

Da questo “Assoluto perfetto” possiamo tutti attingere gocce di rugiada che ci aiutino un poco a placare la sete di Dio che tormenta l’animo umano.

La poesia fa bene al cuore e all’intelligenza, la sua metamorfosi in preghiera, dalla zavorra del quotidiano sopravvivere, ci solleva “su ali d’aquila”, ci fa volare nell’immenso e respirare l’infinito.

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Friday 13 january 2012 5 13 /01 /Gen /2012 15:28

di Ninnj Di Stefano Busà    PIATTO RAFFINATO E VELOCE

 

x 4 persone

 

INGREDIENTI: 600 gr. di pesce spada freschissimo, il succo di un limone, 3 rametti di prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale e peperoncino piccante.

 

Lavate bene il pesce, affettatelo sottilissimo, (o fatevelo preparare dal pescivendolo) con l'affettatrice. Immergete il pesce in un infuso di olio, il succo di limone spremuto, una grattatina della buccia, il prezzemolo tritatissimo. Aggiustate di sale e peperoncino. Lasciate in infusione per mezz'ora circa, avendo cura di rigirarlo ogni tanto. Sevite il carpaccio con un Taburno bianco Coda di Volpe o con un Falerno del Massico bianco.  

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Friday 13 january 2012 5 13 /01 /Gen /2012 15:05

di Ninnj Di Stefano Busà

 

X 4 persone

 

INGREDIENTI: 4 carciofi, 1 spicchio d'aglio, 4 uova, 10 cucchiai di pangrattato, 10 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 limone, 2 rametti di prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale e pepe,

 

Pulite i carciofi, eliminate le foglie più dure ed eventuale barbetta, tagliateli a spicchi sottili, spruzzateli con il succo di limone (perché non anneriscano) e metteteli a lessare in acqua bollente salata, finchè appaiano cotti (circa 10 minuti). Scolateli e tritateli grossolanamente con un coltello affilato o con la mezzaluna. Metteteli in una terrina, aggiungete, il pecorino, l'aglio tritato finemente, 3 delle 4  uova sbattute, 3/4 del pangrattato, il prezzemolo finemente tritati, sale e pepe. Impastate con le mani tutti gli ingredienti, finché risulti un impasto consistente. Fate delle polpette come noci (un po' allungate). Passateli nel rosso dell'ultimo uovo e poi nel pangrattato. Friggeteli in una larga padella antiaderente con abbondante olio bollente. Man mao che sono rosolate da tutte le parti estraetele e lasciatele su carta assorbente da cucina a perdere l'olio in eccesso. Servite tiepide o fredde su un bel letto di rucola o di altra insalata.

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Thursday 12 january 2012 4 12 /01 /Gen /2012 10:13

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

Altra “piece” teatrale di grande spessore lirico, come ormai ci ha abituati Carmen Moscariello, la quale dopo il suo recente “Giordano Bruno, sorgente di fuoco”mette in versi una rivoluzionaria indagine metastorica in grado di offrire la potenza della voce introspettiva.

Quella di “NON E’ TEMPO PER IL MESSIA”infatti, non è comune sceneggiatura o regìa per declamare nelle platee del mondo, è poetica che squassa i timpani e lascia tracce di Trascendenza dai contorni sfumati, ma carichi di un’emozione musicale propiziatrice al dire, che va oltre: origina dalla reinvenzione di segni che avvertono l’ampia misura del dissenso di oggi, nei confronti di un Ente Superiore quasi dimenticato o rimosso, (da qui il titolo), che vigila le nostre forze nello scenario di un canto, quasi primordiale, votato alla notte dei tempi, a quella Verità fatta di ipotesi, ma anche di aperture alari verso il cielo.

La poetica di Carmen Moscariello lascia stupefatti, perché sa trovare la formula più idonea della comprensione verso una tematica difficile e ostica come è quella a sfondo religioso, che adempie al compito di indagare sul Mistero della fede, dentro quel credo subliminante e divaricante quale può essere l’esplorazione nei territori dell’Incognito.

Un tuono, per così dire, un boato d’immense proporzioni, che intende portarsi oltre il limite della parola provvisoria, banale, sterile; sviare dalla miseria umana, verso lidi più estesi in differenziali di energia spirituale, rinnovando un coro d’angeli, intonandolo ad una Misericordia, ad una Pietas che vanno oltre, ben oltre, il limite della percezione di un clima ad effetto.

L’opera dell’autrice intende accordarisi a pause di riflessione e di scavo nei luoghi di Dio: “Il poeta ha solo la parola/.../ vorrebbe egli gridare per i mille che non hanno volto.”

La poetica di Carmen è matura, è limpida, è cristallo di rocca dentro l’oscurantismo cronicizzato del nostro miserevole margine terreno, sa imprimere una svolta alla logica  di una indagine cristologico/fideistica/ecumenica come pochi.

La natura stessa dell’autrice sembra portata ad affrontare problematiche aspre, vette impervie, visitare altari dimenticati, luoghi inconsueti, nicchie oscurate dal perdono, abiurate da un’eclissi di Luce, dove il misfatto e il Male si accumulano per inerzia dei sopravvissuti o per allontanamento dai luoghi di culto: noi che ci assumiamo l’impegno di evadere dalle cose sante e giuste non teniamo mai d’occhio  -la verità dell’oltre- la parte più accorata dell’ io che ci avverte di un’assenza o di una presenza occultate dalle tenebre o, che dir si voglia, da uno scetticismo agnostico e dall’indifferenza verso Dio.

Carmen Moscariello si fa interprete di una speranza, portavoce di una premessa nobile che è quella di divulgare la parola profetica all’interno dei lettori di poesia:  e “ il dies irae ,/ spogli davanti a Dio”, lo mostra in tutta la sua equazione  -sine qua non - : niente Dio niente salvezza, pare voglia intendere l’autrice.

La sonorità del suo canto è come quella di un òboe che suona musiche celestiali, tali da distogliere dalla noia e dall’ignavia, riflettere sulla luce sempriterna di una Gloria superiore, a fronte di una cecità gnoseologica.

E’ significativo affrontare l’Assoluto, avendo integro il senso della vita, la tipologia di una riconciliazione in Cristo, una chiarezza tensionale verso una creazione di Grazia che sia un itinerario dello spirito, un travalicamento della parola, in modo che essa sia forgiata  a strumenti gnoseologici che riconoscano la trasmutazione mortale, sanno l’impedimento di ognuno nel guardare “oltre”

Allora, è l’anima il progetto della Pietà cristiana? l’illuminismo della ragione assente che ne formula il dissidio con la corporeità materica? corpo e anima troveranno un’intesa, un’armonia che instauri quella sorta di scintilla? può mai divenire catarsi salvifica l’attuale perseverante diniego delle regole?

Avere forti radici è necessario per arginare il Male, identificarsi alla Purezza dell’aldilà, alla connotazione ultima che effonde un richiamo di forte ispirazione cristiana.

E’ necessaria una devozione ai principi fideistici che coincida con il significante, scandito a lettere d’oro nel panorama della speranza, nella metamorfosi di una libertà che, dall’Immanenza costruisca la Trascendenza, attraverso il Concetto unitario, inamovibile dell’Eterno.

Sul piano etico, questa poesia è anche un canto alla vita, uno squarcio pigmentato dal dolore, dal dubbio che nella visione storica cerchi il pensiero della creazione, la sigla del de rerum sapiens.

L’acutissima sensibilità dell’autrice ce ne dà numerosi esempi. La dignità stilistica sa sprigionare istanze di vero  fervore: l’ignoto si dà dimensione analogica, metaforica, senza trascurare il disegno dell’ambiguità lirica, che è davvero sorprendente, per tutti i testi di questa superba raccolta lirica: “Nessuno ha pietà./

Il poeta attraversò lo Stige./ Nel buio la morte del mondo senza Dio.” infine conclude con “Eterno è il pensiero di Dio” epigrafe di genuina espressione letteraria che, pur nella sua semplicità, intravede nella figura di Dio la visione e la dignità del suo contraddittorio, l’indivisibile condizione d’inquietudine solipsistica e metafisica, come trasfigurazione e dimensione più umane.

Di VolaPoesia - Pubblicato in : pezzi critici - Community : utente del blog N.D.B
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