Il giorno 4 ottobre h.15.30 si è svolta la cerimonia conclusiva dei Vincitori della XX edizione Premio "Iniziative Letterarie" 2008 e
l'assegnazione dei conferimenti alla Cultura, alle Arti e alle Scienze dell'Unione Naz. Scrittori della Lombardia. Trattasi di un grande progetto di cui è Responsabile, quale
rappresentante regionale la scrittrice e giornalista Dott.ssa Ninnj Di Stefano Busà.
La manifestazione si è tenuta al Circolo della Stampa con un'affluenza di pubblico davvero eccezionale e inaspettata, che anno dopo anno ci sorprende sempre più. V
ogliamo con questo dire, ancora una volta, che la POESIA TIENE, non è morta e non morirà con buona pace di coloro che non credono a nulla, soprattutto non credono
nella poesia, ma questo è altro discorso che più avanti sarà ripreso.
Intanto, si deve ammettere, che il "nostro" è diventato nel tempo un vero e proprio appuntamento fra le varie discipline che orientano il salotto culturale
milanese. Vi è uno scambio di ossigeno puro fra i vari rappresentanti che lo frequentano, fra cui editori, letterati, scrittori, giornalisti, scienziati, medici, economisti, etc.
Per l'occasione, è stata registrata un'affluenza di pubblico inimmaginabile ad una cerimonia di poesi. :Una Sala Congressi gremita all'inverosimile, proveniente da ogni città d'Italia che in
questa manifestazione trova un punto di riferimento, ujn ancoraggio, un riconoscimento morale alle varie discipline o arti alle quali si dedica.
La Cultura coi tempi che corrono è considerata un "optional", un vero deserto dei tartari, in mano solo al volontariato...Ma essa, quando vuole sa ancora fare miracoli.
E per la Lombardia avviene attraverso l'impegno e l'abnegazione della Presidente e Fondatrice dott.ssa Ninnj Di Stefano Busà che ne fa un uso fra i più alti e degni della Cultura
meneghina.
Nel 2008 i conferimenti sono stati assegnati alle seguenti personalità che si sono distinte.
HAFEZ HAIDAIR (Cultura e Narrativa)
PIETRO LUIGI PONTI (Assessore della Provincia di Monzas e Brianza per la Carriera Amministrativa)
DIEGO MANETTI EDITRICE PIEMME (Carriera per la Saggistica Religiosa)
ALESSANDRO QUASIMODO figlio del più grande Salvatore (Teatro e Poesia)
GUIDO ZAVANONE (Carriera Giuridica e Letteratura)
ALBERTO CAPPI (Critica e Saggistica)
ALBERTO DELL'AQUILA (Alla Cultura)
I VINCITORI DEL PREMIO DI POESIA sono stati.
Sez. A poesia singola inedita 1° premio Anna Balsamo (FI); 2° premio Giovanni Caso (Sa) 3° Lenio Vailati (Fi)
Sez B Silloge inedita. M: Adelaide Petrillo Ciucci (Parma) ; 2° Mario Viola (TO); 3° Paola Pancaldi Pugolotti (MI)
Libro Edito 1° premio Giovanni Chiellino (Caselette), 2° Antonietta Tafuri (Ro); 3à Lorenza Rocco Carbone (Sa)
Sez Giovani Autori :Riccardo Vecellio Segate (Peschiera del Garda)
La
Segreteria "Iniziative Letterarie"
(Unione Naz.le Scrittori della Lombardia)
La prolusione tenuta dalla nostra presidente è stata breve ma incisiva, ve la trascriviamo:
SUL FILO DELLA STORIA, PARLARE DI POESIA E' ANACRONISMO?
Parlerò di poesia. Ma non vi proporrò versi questa volta, solo pensieri e concetti scaturiti dall'esperienza diretta e dal far poesia ogni giorno, che per me è come respirare o camminare...dal
leggerla, attraverso le numerose Giurie di cui faccio parte, da molti decenni, con la convinzione e la religione, ormai assai rare, di un guru, anche se può appaire anacronistico. Invece il mondo
ha molto bisogno di poesia (assai più di quanto immaginiamo, credetemi, ve lo dice una che vaglia parecchie tonellate di poesia all'anno) e di molti poeti, e credo ora più che mai, per
contrastare lo scriteriato e insano servilismo al male di cui siamo frequentamente preda, per deviare e alleviare la condizione innaturale della mente votata all'inerzia, alla noia, alla violenza
perpetrata a se stessa e agli altri.
Non si conoscono le ragioni profonde, né le cause di una disgregazione socio/culturale/economico/storica di una tale disfatta.
Tutto è avvenuto in modo troppo accelerato. Si possono fare solo varie ipotesi, supposizioni, esprimere giudizi e criteri valutativi, parametri, sondaggi, ma tutto risentirà di opinioni
personali.
Taluni psichiatri stanno tentando ipotesi, anche sociologi e psicanalisti stanno studiando un piano di lettura, che diradi le nebbie fittissime che si addensano sul genere umano e sul fenomeno
trasgressivo dell'individuo, che sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti e inquietanti. Si dia una ragione al senso di frustrazione generale della new generation e a tutti quei caratteri di paranoia, (lancio di pietre dai cavalcavia, omicidi, infanticidi, stupri, pedofilia, droga, prostituzione,
abbandoni di neonati nelle discariche), riconducibili alle differenziate forme di vita sempre più lontane dai valori e sempre più vicine ai mostri interiori, alle carneficine perpetrate ai danni
della propria persona e all'altrui. Un grande torto ha la commistione delle intelligenze con il potere occulto dell'immagine, e la nuova configurazione dell'io nell'escalation difforme del
progresso umano, che da esistenzialismo da sussistenza del mondo prevalentementeagricolo del pre e dopoguerra è passato a forme sempre più raffinate e celebrative di protagonismo e di
imperialismo, dovuti alla fase industrializzata della compagine dtorico/ambientale, si dia la sua parte di colpa anche alla mistificazione del concetto dell'ego, al naufragio dell'essere, al
libertarismo sfrenato e senza remore, imperante, arrogante, ignorante e ottuso, all'individualismo parossistico, portati alle estreme conseguenze i quali hanno prodotto una visione del
mondo esaltata, senza lume di raziocinio.
L'esistenza dell'uomo, la sua spiritualità e interiorità ne sono state danneggiate, sono andate sminuendo, o ridotte a un lumicino tutto ciò che fa parte della morale, dell'etica dei principi,
dei valori nella scala dei parametri comportamentali: siamo bersagliati e bombardati da notizie dal fronte di guerra, da atrocità e assassini di gruppo, uccisioni con riti satanici, siamo alla
follia collettiva, che è la peggiore follia che esista, perché contagiosa e perciciosa. Il permissivismo e il buonismo (peloso) come lo chiamo io, hanno provocato una frammentazione del cervello,
in termine informatico si direbbe un tilt. La verità oggi è ben lungi dalla poesia, ma il poeta scrive ancora e ancora e ancora, nella speranza di individuare il punto di rottura. Una volta si
definiva il poeta come un vate, una mente fervida e creativa in grado di generare energia trasfusa dagli dei, un indovino, oggi fa quasi rima con un altro termine che non vorrei usare...
Individuare dunque, " la maglia che non tiene"è necessario per salvarci.
La vita degli individui e dei popoli è giunta ad un bivio, ad un passo dalla disgregazione totale degli ideali, dei significati profondi dell'essere.
Eppure, c'è chi compie ancora il misfatto di fare poesia , la poesia è vista come una nemica, ma la vera nostra nemica è l'assenza di luce dai
nostri cervelli, è l'assenza dei sogni, dei desideri. Utopie, (dicono!) non più di moda, non compatibili ai giorni nostri, perché non coincidono con le esigenze dell'interesse e della
speculazione fraudolente. Tempi in cui tutto si assolve in nome del'indifferenza, dell'abuso, dell'arroganza, della cecità, dell'anarchia morale, del cattivo gusto, dei principi meno sani
portati all'estreme conseguenze, da un servilismo assoluto alle mercé dell'utile, del potere e del libertarismo spietato, del contorsionismo mentale più abietto: una sorta di
nuova babele che ha corroso mente e anima, arrecando danni (speriam non irreparabili) alle nuove generazioni.
Parole in libertà, minimalismo e nella migliore ipotesi indifferenza per la poesia, oggi sono le parole d'ordine, e la istruiscono, la coltivano in una cornice dai contorni artefatti,
sfocati, inutili, vuoti, (sempre ammesso che la poesia sia utile) fra l'elitario e l'anarchismo, senza regole, aliena da tutto, specialmente dalla vera -poesia- che ne dovrebbe
condividere le orchestrazioni, i turbamenti, i meccanismi interiori di chi la crea. Purtroppo, ai nostri giorni, la Poesia è ispirata da un sollecitazione deformante, non differentemente
dalle altre manifestazioni esistenziali viaggia in piena distorsione, in un marasma generalizzato perfino emozionale e intellettuale. Chi la fa, la crea a tavolino, a freddo, con il
semplice scopo di catturarne il successo immediato, la visibilità e l'ascesa editoriale, ma è come lanciare un sasso nel vuoto, dico nel vuoto,
non nell'acqua, perché già nel liquido genera il cerchio, ma nel vuoto crea il nulla del nulla, è semplicemente falsità, ipotesi distruttiva, alienante e perversa di costruire e orientare
l'ispirazione del genere umano e la sua sorte. E non osiamo pensare cosa sarà negli anni a venire, proprio perché è probabile che l'assetto mentale dell'individuo peggiorerà e le nuove
generazioni (speriamo solo di no) subiranno ulteriori peggioramenti e deterioramenti della compagine intellettuale, socio culturale della civiltà e della Storia. Auguriamoci che sia solo un
sospetto, che non abbia la forza di allignare un pensiero così mortificante e falsario per il genere umano.
Ninnj Di Stefano Busà