Monday 2 march 2009 1 02 /03 /Mar /2009 19:17

Recensione di Ninnj Di Stefano Busà

Poesia forte, poderosa e incisiva quella di Antonio Coppola (giornalista dal 1972, collaboratore ai quotidiani (pag.libri): Momento Sera, Avanti, Giornale d'Italia, il Secolo, etc .Ancora una volta si conferma un autore di tutto rispetto in poesia, avendo già al suo attivo numerose pubblucazioni in versi. Un autore che sa il fatto suo riguardo a cosa si debba intendere poeticamente.
In questa sua nuova raccolta, il cui titolo è esemplarmente costituito da gigli e da ombre,la timbratura si avvale anche di una valenza smeraldina di fluidi, di atmosfere, di aedi, di armonie intorno e dentro il verso che affascinano.
La poetica dell'autore in esame è sempre un ritorno alle origini, una reminescenza cerebrale di affinità elettive con la sua amata terra, di cui lo stesso si compiace di averla come patria natìa e, per la quale la matrice, o per così dire quella sorta di cordone ombelicale che li lega strettamente non si è estinto né spezzato.
Il suo impasto lirico è profuso di una calda e suadente terrestrità, di una promessa di ritorno quasi ulissiaca, che vibra in risonanze d'echi insieme alle figure, ai gesti trattenuti dentro la sua anima: lo stretto, il mare , i pescatori, il vento, le sensazioni di una propaggine di cielo e di mare a cavallo della penisola vanno a confluire in repertori mitologici di spazi puri, che possiedono ancora le suggestioni di un linguismo e di una presenza costante nei luoghi e nei tempi dell'infanzia, nella spensieratezza dei raccordi memoriali che fanno la storia di ognuno.
I versi risentono di una solarità, di una mediterraneità che vibra e si consolida di ebbrezze, di acque, di aromi, di profluvi, di nostalgie, marcature quasi omeriche di lirismo intessuto a viva forza nel vissuto e dentro una trama mai abbandonata, dove le figure emergono da lontano per trovare nicchie e interstizi più vicini al cuore, dove la felicità o, quanto meno, la serenità hanno ospitato i suoi sogni di fanciullo . La rappresentazione del vento, della luce, l'immobilità degli scogli, la fragranza dei ricordi sanno esplicitare sull'altare dei sacri vincoli la bellezza della ricordanza che è proprio una vampa accesa, un lume senza spegnimento, quasi una religio nella mitezza lussureggiante di atmosfere idilliache.
Ancora di più si evincono dallo scenario intimo del poeta , il cui cordone col mondo della fanciullezza lo riporta allo stato edenico mai del tutto rimosso.
La selezione di tutti gli elementi compongono il puzzle di un'anima intellettiva e la modellano ad una sottile malinconia che non cade mai di tono, anzi fa da cassa di risonanza ad un lirismo mantenuto col dovuto distacco virile, come di chi non vuol piangere per non darlo a vedere, ma nel cuore serra la sofferenza del pathos che nel verificare  l'oggi e il domani lo paragona all'ieri, mentre la differenza avverte il mutamento.
Antonio Coppola è consapevole che la terra che gli ha dato i natali è la sua finestra sul mondo, il suo sguardo è rivolto al traguardo immaginario, al sogno che restano lì, come un quadro affisso alle pareti della memoria, inamovibile e autenticamente vivo. 

                                                                          Ninnj Di Stefano Busà

Di Di Stefano Busà - Pubblicato in : Recensioni - Community : utente del blog N.D.B
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