Wednesday 10 june 2009
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di (Ninnj Di Stefano Busà)
Chi avrebbe potuto immaginare che la società postmoderna, allocata e indirizzata verso il progetto di più vaste e agiate prospettive di progresso e
civiltà, potesse divenire una trappola per il mondo globalizzato? Le finalità, ab origine erano ottimizzate dalla spinta reale di creare ricchezza e migliori condizioni di vita alle
popolazioni più disagiate. La spinta propositiva verso una condizione migliore che potesse arrecare ricchezza e benessere è una recente conquista degli ultimi decenni. Ma, sembra aver fallito in
pieno il suo progetto di migliorare le condizioni economiche dell'umanità.
A fronte di un fenomeno di regressione che si profila in tutta la sua irrequietezza e contraddizione, in tutti i suoi risvolti drammatici e in tutte le sue carenze organizzative, abbiamo oggi, alle
soglie del Tremila, condizioni di esistenza peggiorative. In molti paesi vi sono flussi migratori e diaspore che non hanno nessuna delle condizioni d'immediata soluzione.
La percezione sensibile è quella di diffondere panico e un vero senso di allarmismo, perchè il mondo che, negli anni della globalizzazione si è andato deteriorando, ha causato sacche di
povertà difficilmente risolvibili dai governi locali. La maggior parte di queste popolazioni, per lo più extracomunitarie, subiscono giornalmente una profonda crisi d'identità
socio/economica/culturale, tale da passare nella fascia dei paesi più arretrati e diseredati, dove la fame e le malattie, compiono una continua estinzione naturale a causa di sperequazioni esterne.
Non si delinea nessuna prospettiva per l'immediato futuro, soprattutto, da parte dell'occidente e del mondo più civilizzato, di poter far cessare i flussi migratori, che si protrarranno
ancora per lungo tempo, favorendo discriminazioni e profondi squilibri nell'ambito di un progetto comune di convivenza pacifica. Taluni tentativi vengono fatti per arginare il pericolo
di povertà nel mondo: Obama ha neutralizzato il Caos dei grandi economisti americani, che avevano intravisto nella finanza globalizzata, il territorio privilegiato dalle iene/mercanti,
faccendieri e usurpatori , i quali con atti di vera pirateria internazionale, avevano accumulato ingenti patrimoni economici, trasferendoli nelle loro tasche private e nei paradisi
fiscali. Il nuovo presidente afroamericano ha fermato, momentaneamente, il traffico indecente della capitolarizzazione monetaria avvelenata, impedendo ulteriori tracolli finanziari delle Grandi
Banche, togliendo dalla circolazione il prodotto monetario inquinato dall'alta finanza, riducendo i rischi di un vero crollo monetario internazionale. Ma i miasmi e i veleni sparsi ai quattro
venti, hanno causato ingenti guasti alle fasce più deboli delle popolazioni, le quali si sono trovate improvvisamente a fare i conti con una moneta defraudata dal suo potere d'acquisto, esauturata
da una enorme ondata d'impoverimento sociale che le ha messe al tappeto. Dopo aver visto " la Grande Mela" mordicchiata e resa torsolo dai
grandi imperi finanziari americani, la paura per il resto del mondo è divenuta concreta, e si presenta come una incognita che terrorizza i fautori della globalizzazione ad oltranza. Ma ormai, il
dado è tratto, la disfatta dell'impero economico globale ha provocato numerosi e scatenanti motivi di allarme nei paesi toccati dalla crisi: la miseria e lo spettro della povertà sono
prospettive di vita che non avrebbero motivo di esistere, se il furore di denaro facile non si fosse impossessato in maniera subdola e insensata delle menti e dei cuori di tanti uomini
disumanizzandoli. La ventata di libertarismo sfrenato e di speculazioni finanziarie ha visto il sistema economico vacillare paurosamente, l'impalcatura ora trova seriamente lesionate le
infrastrutture sociali ed esistenziali di molti soggetti a rischio, che hanno dovuto subire un arresto, che porterà certamente alla fame molte fasce delle popolazioni meno abbienti. Le
ramificazioni del male hanno profonde radici, non sarà facile, nell'immediato, far rientrare nella normalità gli arrampicatori sociali, i lupi famelici assetati di facili guadagni a scapito dei
gonzi. La vita, perciò, diventa sempre più un palcoscenico di loschi individui pronti ad azzannare? Ce lo chiediamo con evidente allarmismo, poiché il mondo civilizzato di Duemila anni di storia
non ha imparato che l'usurpazione dei diritti civili e umani del mondo futuro dipenderà dalla coscienza e dalla intelligenza oculata di governi maturi e solidali, ma anche dall'attenzione e dalla
ferma capacità dell'individuo di saper amministrare le sue sostanze, senza far ricorso alla truffa e ad atti criminosi e illegali, la qual cosa non può che arrecare danni irreparabili al tessuto
mondiale delle generazioni e arrestare il processo evolutivo più progredito della specie umana, che torna ad essere cavernicola, pronta a dare la caccia per la sopravvivenza. Le prede in questo
caso sono esseri umani che persistono a rimanere gli eterni sconfitti e deseredati della terra.
Di VolaPoesia
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Pubblicato in : Articoli di attualità
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