Friday 26 june 2009 5 26 /06 /Giu /2009 11:53

di (Ninnj Di Stefano Busà)

Vi sono troppi squilibri di carattere socio/culturale, economico/finanziario, tecnologico e ambientalistico, esemplarità significative anche sul piano strutturale della moralità e della capacità di relazionarsi con i tempi e le nuove strategie imperanti, che sono alla base  del fenomeno della globalizzazione mondiale. L'isolazionismo di tanti paesi del terzo mondo e la eccedente massificata ricchezza di capitali accantonati dalle banche e dagli accaparratori egocentristi e privi di scrupoli, non fanno presagire a breve, una ripresa e una ricrescita dello sviluppo industriale che è il volàno della ricchezza utilizzabile e sostenibile dalle imprese a carattere economico/familiare (ad es. come quello italiano). Lo scambio fra monete forti e monete più deboli non consente l'allineamento e la copertura del debito pubblico, la frode e la sofisticazione insieme al degrado morale e alla mancata disponibilità di sostentamento dei nuovi poveri porteranno negli anni a venire un'altra ondata di decadimento e di miseria globalizzata, proprio da quei paesi che avevano intravisto nel fenomeno e nell'attuazione comunitaria degli scambi commerciali la risoluzione dei loro problemi.

Il guasto sta proprio nell'indole, meglio dire, nella caratteristica malvagia del genere umano  che non accetta di rinunciare all'accaparramento di ingenti fortune, per limitarlo o vederlo diminuire nel tempo e nel luogo del godimento.

La condotta spregiudicata e liberticida venuta dal declino dell'Impero URSS e della caduta del muro di Berlino, ha permesso a nuove economie sottosvilluppate e incapaci a governarsi da secoli, nate dalle ceneri di questa disgregazione geopolitica, di attestarsi a condizioni di privilegio rispetto al passato: oggi i più grandi capitalisti sul mercato sono ad es. i russi, ma vi è anche l'impero orientale che non è da meno, molti che un tempo erano stati sotto il giogo del blocco comunista, o dei regimi totalitari oggi con la nuova apertura dei confini e la globalizzazione senza regole del mercato azionario internazionale hanno visto i loro ingenti capitali triplicarsi o aumentare a dismisura nel meccanismo economico/finanziario delle speculazioni di ogni genere. Di conseguenza, divenire un ostacolo per il buon andamento monetario di altre più sfortunate fasce  di popolazioni, che sono ridotte all'indigenza. Questa faglia venutasi a creare dalla sperequazione e dal malaffare dei grandi capitalisti d'oltre oceano ha causato l'ingrippo di tutta l'organizzazione del pianeta. Non vi può essere, infatti, troppa distanza fra il ricco e il povero senza causare grandi disastri nel meccanismo di sviluppo e di sopravvivenza a livello mondiale.

E' avvenuto proprio un marasma di carattere planetario. La globalizzazione che si credeva all'inizio essere la soluzione si è rivelata la pecca, la ragione profonda e abissale del depauperamento delle risorse economiche che dall'atteggiamento del genere umano ha edotto le teorie più strabilianti per stare a galla con acrobatiche mosse da rapaci di giungla.

Il concetto di sopravvivenza è divenuto concetto di prevaricazione, il concetto di collettività, di lealtà, di etica si è andato assottigliando fino a divenire nullo. La vita stessa è stata travolta e quasi annientata come dopo un evento bellico. Tutto da ricostruire, tutto da rivedere, tutto da ricominciare. Ma da dove? visto che le condizioni di degrado, di miserie e di indigenza di popoli ridotti alla fame ha superato i limiti consentiti. Ora annullate le frontiere, questi popoli esclusi e derelitti, si sono visti costretti a riversarsi per disperazione nelle aree considerate più sviluppate, premono ogni giorno sui nostri confini decine di migliaia di profughi da ogni parte del mondo, s'illudono di trovare lavoro, agiatezza, e salvezza: trovano invece precarietà, cassaintegrazione, razzismo, vessazioni che non immaginavano avessero asilo fra i lustrini e l'euforia di un mondo stellare e mediatico, vanesio quanto improbabile, se visto sotto il profilo della pubblicità e della Tv satellitare. Anche la tecnologia ha contribuito a far conoscere il volto meno autentico di una ricchezza e di una adeguatezza economica che non esistono. Oggi, si trovano ingabbiati, timorosi di tornare indietro per non incorrere nei furori delle loro leggi tribali, ma anche nella necessità di non voler restare ghettizzati in luoghi che hanno considerato paradisi di approdo e, invece, giustamente, con un giro di vite che non è la soluzione perfetta, ma almeno il tentativo di porre un argine, si para dinanzi a loro lo spettro più orribile dell'emarginazione.. 

Clandestinità e delinquenza sono di necessità i paradigmi principali della loro esistenza di disperati.

Come fa certa politica a credere, ma soprattutto a lasciar credere, (perché sono convinta lo sappia) e a far circolare la voce che elementi di tal genere possano portare vantaggio alla nostra popolazione?

A malapena riusciamo a sopravvivere con le risorse ridotte da un caro vita spaventoso, da una contingenza e da una depauperazione del denaro che ha visto il massimo grado della regressione, dell'inflazione del costo della vita.

Il nostro potere d'acquisto divenuto cartastraccia, dopo l'entrata nell'euro senza le dovute cautele e garanzie, si è visto subito messo allo sbando da uno scossone da decimo grado della scala Mercalli. Un vero sisma. Come fa certa politica a voler accogliere e distribuire ricchezza agli stranieri/clandestini, se non vi è più denaro nelle tasche della media borghesia? Il termometro rilevatore di un malessere generalizzato è giunto a livelli di guardia, rivela l'afasia e la discrasia di molti paesi che qualche decennio fa apparivano solidi?

Dall'oggi al domani interi imperi capitalistici statunitensi si sono visti sbriciolare la terra sotto i piedi, calare le saracinesche e chiudere i portoni di Banche che fino a quel momento erano considerate -altari inviolabili- e sacrari di una ricchezza fuori controllo, fasulla e malata a tal punto da dover essere lo Stato Americano la sostenere loro casse indebitate e catastoficamente verso il fallimento.

Non è facile rimettere in piedi un pianeta malato e vulnerabile, attaccato dal germe del male e della cupidigia e vanità. I potenti della Terra dovrebbere usare una politica unica di convergenze istituzionali, capitalizzare le sostanze del loro patrimonio finanziario mettendolo al servizio di una grande rivoluzione planetaria che riveda le condizioni di miseria dei paesi non allineati, aiutandoli in casa loro, senza permettere ad aperture di frontiere illimiti la libera circolazione delle persone e delle merci, (rivelatasi alla prova dei fatti un fallimento totale), unire le forze e tentare di rinascere, realizzare un vero Rinascimento planetario con regole, provvedimenti e istituzioni ben congegnati che diano garanzie e limiti certi all'espandersi del male sulle società sviluppate del Duemila. Una pandemia peggiore della febbre suina si sta spandendo e quando ne verremo invasi non vi saranno antidoti per arginare alcunché. 

Immettende regole certe e giustizia punitiva sicura, implacabile nei confronti di fraudolenze e malaffari forse ci salveremo dalla rovina totale. Ma questo è solo auspicabile, quello che è certo, invece, è che l'uomo va verso la sua fine ineludibile, se non saprà tenere a freno la cupidigia e il dissennato bisogno di ricchezza facile, che gli pesa ormai come una maledizione e gli suona il requiem.

Di VolaPoesia - Pubblicato in : Articoli politici - Community : utente del blog N.D.B
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