Sunday 28 june 2009 7 28 /06 /Giu /2009 10:50

di Ninnj Di Stefano Busà

Al congresso mondiale per la sicurezza di tutte le Nazioni, Obama incassa la sua prima, vera vittoria che l'aveva visto impegnato in prima persona nel progetto di non proliferazione delle scorie tossiche che avrebbero potuto danneggiare il pianeta e renderlo nei prossimi decenni un territorio di morte, ma soprattutto di rischio, a breve scadenza, per le popolazioni della terra. L'amministrazione Bush malgrado i suoi due mandati presidenziali, non era riuscita a far passare la regolamentazione e la messa in guardia dei capisaldi internazionali delle superpotenze, allo scopo di evitare un impatto ambientale dalle proporzioni gigantesche che avrebbe potuto provocare una catastrofe nell'ecosistema geologico/ambientale dell'intero pianeta. Più volte gli scienziati e gli studiosi di tutto il mondo si erano espressi in modo perentorio nei confronti degli Stati con maggiori dispendio di veleni, che avrebbero - a loro dire- dovuto abbassare il quoziente del combustibile utilizzato nel grande sistema industriale statunitense. In effetti, l'America è stata sempre uno dei maggiori contribuenti di prodottii inquinanti,  uno dei massimi consumatori di ossigeno. Il buco dell'ozono scoperto qualche decennio fa aveva provocato un grido d'allarme fra gli scienziati e gli studiosi che ne avevano segnalato, intercettato il pericolo di cataclismi irriducibili nel caso si fosse continuato a proseguire sulla linea dell'indifferenza e della trascuratezza ambientali. Oggi, Obama con un minimo di scarto; < due> voti soltanto a favore, ha varato la legge sulle regolamentazioni e sulle priorità da apportare riguardo il consumo di energie alternative, che possano limitare il perverso meccanismo d'immissione nell'atmosfera di prodotti di scorie.
Così, l'America da impenitente colpevole di disattenzione e d'incuria, si trova oggi a guidare per prima la fiaccola dell'ecosistema rinnovabile, promulgando regolamenti più ferrei e condizioni più condivisibili da adottare a favore dell'ecosistema che, non poteva continuare nella corsa folle alla sua autodistruzione.

Obama ce l'ha fatta, ha portato a casa la sua prima, importante vittoria con la possibilità di cambiare le regole del gioco che sono state fin qui disattese dall'incapacità di aderire a piani di sviluppo per una lotta più incisiva per la sopravvivenza planetaria.

Il piano d'azione si mostra con l'effetto arginante di un vero e proprio "ripensamento" .

Obama vede giusto nel reprimere e regolamentare il prodotto di scarto ambientale del sistema statunitense, che avrebbe prodotto nell'immediato una forte impatto ambientale causando l'agonia del pianeta. 
Le ripercussioni sull'ambiente marino, sui sistemi geotermici, sul buco dell'ozono,  e sulla calotta polare che avebbero indotto i ghiacciai a sciogliersi con grandi rischi delle popolazioni, della fauna e della flora terrestri, sembrano per ora attenuarsi o quantomeno prendere l'avvio per un tentativo di contenimento.

Interi ecostistemi scardinati dall'impatto del calore terrestre provocato dal buco provocato dai gas tossici avrebbero causato nel giro di alcuni decenni la catastrofe planetaria più grave di tutte le ère precedenti.

Fin qui, è cronostoria, forse chiunque è in grado di capire e di saper apprezzare l'azione di Obama nel saper evitare le peggiori sventure che si sarebbero succedute-a catena.- sul globo terrestre.

L'intero sistema ecogeofisico, ambientale, biologico, chimico della terra è regolato da forti e inderogabili meccanismi che, se ignorati, potrebbero spalancare scenari apocalittici per l'intero pianeta.

Per il momento con Obama è scongiurato il pericolo del persistente affronto e logoramento dei congegni che sono alla base della vita di tutti noi. 
Ma, io giornalista impertinente, abituata a spaccare il capello in due vi dico, senza enfasi retorica, né catastrofismo che non è finita qui. Il mondo resta malato. L'umanità persiste nella sua perversione; è contagiata in maniera quasi irreversibile da quel gene maligno che purtroppo distrugge le cellule cerebrali, alterandole.

Ma non è questo il punto. Noi, del successo personale o politico dell'intervento di Obama non possiamo che rallegrarcene, acclamare a gran voce la sua intelligente opera di persuasione, la grande diplomazia e il carisma dell'uomo e del padre. 
Ma allo stesso tempo non possiamo ignorare una realtà inquietante che rende dubbiosi sulle vere sorti del pianeta a causa dell'elemento che lo contrasta e lo contamina : questo elemento si chiama UOMO ed è a tuttora totalmente privo di coscienza, di morale e di autoconsapevolezza del guasto.

L'uomo è intaccato dal potere malvagio del suo stesso gene, portato all'autolesionismo e alla distorsione logica della sua intellelligenza, quando ce l'ha, la usa perfino a sua svantaggio, andandosi a creare situazioni paradossali, circostanze infelici e scomode, facendo sua la regola dell'accaparramento di ingenti ricchezze, senza criteri di discernimento. Nel suo delirio di possesso, egli è una creatura fragile, senza visuali d'immenso, senza prospettive e aperture a largo raggio d'azione, come si potrebbe in altro modo spiegare che al Consiglio Mondiale della Sicurezza si possa aver varato una legge con soli 2 (dico 2) voti di scarto?
Sembra inconcepibile, ma il mostro si è impossessato del cervello dell'uomo e lo manovra a suo piacimento, facendogli balenare una vita lussuosa e agiata, fatta di prelibate illusioni, senza fargli presagire la sua fine. L'uomo senza remore, costretto a vivere attaccato a mangiatoie basse, senza luce d'oltre, nè lume d'intelletto è quello che si presenta ai nostri occhi nell'era cosiddetta <moderna>.

Un fatto che aggrava la sua situazione e rende tutto diabolico e inquietante è constatare che non ha fatto esperienza di nulla : di guerre, di genocidi, di perturbamenti climatici, di sismi catastrofici, di traversie e di esodi di massa, di rivoluzioni che lo hanno visto testimone oculare di scellerati eventi, in balìa di forze oscure.

Perciò dovrebbe aver compreso che la terra su cui poggia i piedi è anch'essa estremamente fragile, indifesa e delicata, se vengono meno certi meccanismi la situazione può precipitare fino all'estrema sua fine.

Trovarlo ancora cavernicolo, dopo duemila anni di storia fa un certo effetto.

Non ha occhi né ideali, manca di intelligenza e di saggezza, sembra non voler tener conto che, se il mondo va a rotoli, il primo responsabile è lui, ed è sempre lui ad andare all'inferno, quel piccolo uomo che crede di poter sopravvivene da nababbo, senza minimamente supporre che la sua fine è drammaticamente segnata.

Così, si assiste a menti deviate da furori d'onnipotenza, gravemente ammalate di potere, di narcisismo, di protagonismo che hanno il solo fine mirato in se stessi. Solo in tal modo si può concepire l'idea che lo sviluppo industriale, il materialismo portati alle loro estreme conseguenze non possano rispondere con la fine di tutto e il disfacimento dell'intero pianeta.

Mi chiedo se sono uomini intelligenti coscienti e degni di stare ai più alti vertici della politica mondiale, quelli che targiversano e oppongono resistenza a situazioni di pericolosità estreme, tali da essere urlate a gran voce dagli scienziati, il cui monitoraggio registra ogni pericolosità conseguente di causa-effetto, come può un uomo sano di mente pensare che il rapporto col pianeta non sia la conseguenza logica del suo operato sulla terra? Come può rinunciare alla sopravvivenza dei suoi figli e poi dei nipoti senza alzare un dito in difesa della vita?

E ancora mi chiedo, con evidente apprensione, sapranno queste nuove leggi difendere il patrimonio mondiale così duramente messo alla prova da dissenate azioni dell'uomo?

Il concetto dilagante che domina e uniforma la follia collettiva di tanti acefali è sempre lo stesso : accumulare denaro, arraffare tanti soldi da poter coprire il buco di ozono con le banconote ricavate dagli introiti stratosferici della nuova economia/finanziaria, che si andrebbe a sviluppare in un mercato libero da regole.

Limitare i gas tossici provenienti dalle ciminiere delle fabbriche, dai residui di idrogeni e idrocarburi inquinanti, prodotti dai residui industriali scaricati in mare; dei veleni eccedenti di una industrializzazione che ha varcato ogni limite, cercando nell'accelerazione dei falsi simboli di potere, la strada della ricchezza  più facile, può ancora essere modificata da una oculata politica condivisibile da tutti gli Stati?

Le risorse della terra non sono infinite. L'atmosfera terrestre è ridotta a poco più di 5 km di altezza respirabile, la crosta terrestre ospita oltre sei miliardi e mezzo di essere viventi che consumano ossigeno, fino a che punto può resistere il globo terrestre? Questi pseudogovernanti non afferrano o non vogliono afferrare il principio che è basilare : la relazione fra l'uomo e la natura. Proprio come colui che va fuori di senno, non capisce la differenza che passa fra la causa e l'effetto.

Ma come si è potuti arrivare a tanto autolesionismo? Le tare dell'uomo possono nidificare in ogni latitudine e longitudine:l'uomo, visto sotto il profilo dell'elemento naturalistico, è un anello della catena che se staccato dal contesto può provocare una vera ecatombe, una strage dalle proporzioni incalcolabili.

Eppure, mantiene alto l'ardimento del suo malificio insensato, è intenzionato a non tener conto degli alti rischi della sua condotta, vuole diffondere pandemie endemiche, veri collassi in un sistema di equilibri che dissennatamente egli stesso ha scomposto e avariato.
 
Biologicamente, per la teoria evoluzionista studiata e messa a punto da Darwin, l'uomo appartiene allo stadio più sviluppato della piramide animale: uomo erecticus, uomo sapiens, avrebbe potuto, (ma non lo ha fatto), acquisire quei tratti fondamentali di coscienza che nella scala dei valori di una crescita avrebbe dovuto accompagnare lo sviluppo dell'ingegno nella lotta per la vita, una vita che avrebbe potuto essergli meno astiosa e infelice se avesse promosso il buon senso invece che la malvagità.
Purtroppo, finora ha dimostrato di non essere in grado di possedere una coscienza, neppure a distanza di millenni.  Nella scala biologico/morale e sociale dello sviluppo naturale della specie egli è rimasto un nano : un piccolo nano insubordinato e vorace, che fa di tutto per promuovere l'autolesionismo che in lui si mantiene virulento e bastardo.
La preistoria lo riporta nei graffiti  ancora cavernicolo, e tale è rimasto, senza lume d'intelletto, col macete e la clava, un primitivo che possiede solo il fiuto di azzannare, come le bestie nella giungla. Ma non sarà un ritorno alle sue origini, ciò che lo fa indietreggiare nella storia e lo induce a compiere misfatti che restano incomprensibili all'indagine storica? Qui è il nocciolo. Qui bisognerebbe scavare nei meandri della psiche per portare alla luce il mistero della sua vera identità, che non è
buona, ma malvagia, eternamente turbolenta, priva dei presupposti di bontà e della perfezione cui aspira.
Ma è un argomento da trattare in altra sede. Entra in gioco la psichiatria e la funzione retrospettiva delle componenti umane della specie, di tutti i fattori della trasmissione genetica e del patrimonio ereditario tramandati dalle generazioni che lo hanno preceduto, ancora da studiare e indagare.
Per ora, queste figure sono come bombe ad orologeria, pronte ad esplodere ad ogni piè sospinto, omuncoli coattati da ignoranza, arroganza, e primordiale istinto.

Se tutte le ère precedenti non hanno migliorato le peculiarità dell'uomo, cosa potranno fare solo Duemila anni dalla venuta di Cristo? Per recuperare la più bieca inettitudine e la più ottusa opposizione a qualsiasi formula di Bene comune ci vorranno ancora e ancora e ancora millenni di sventure e naufragi? Ma credo che saremo sempre in preda all'homo homini lupus, perché la storia sarà sempre macchiata del suo sangue e della sua scelleratezza..

Di VolaPoesia - Pubblicato in : Articoli politici - Community : utente del blog N.D.B
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