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22 agosto 2013 4 22 /08 /agosto /2013 08:14
a cura di Ninnj Di Stefano Busà 
 
Un campionario variegato e interessante il tuo nuovo libro, non c'è alcun dubbio che riporti appieno la tua personalità fertile ed esemplare per una sorta di rispecchiamento di un luogo, di un tempus fugit che sono il complesso itinerario umano, fatto di alti e bassi, di altalenanti, allusive acrobazie, di lotte, di processi interiori, di strane eppure feconde visioni, di sogni, di alchimie, di assenze e presenze che ne determinano il gravame o il conforto interiore di una personalità molto versatile.
Nei tuoi versi continuo a riscontrare una suggestione lirica molto forte che sa coniugare una intrinseca vitalità con l'autenticità delle emozioni.
La vena poetica è preservata da una sorta di celebrazione del senso della vita: nella tua poesia vi è un lirismo asciutto, moderno che talvolta si lascia andare ad assaporare elementi della natura in differenziati scandagli, in ricerche della parola come se dai riflessi d'anima dovesse (ri)nascere l'irrequieta speranza del disgelo, una possibilità ad intrecciare tematiche diversificate, ma atte a raggiungere un lirismo panico in atmosfere lievi, come a vivacizzare la celebrazione di un linguaggio in cui dal difficile crinale del dolore o della perdita si passi ad un tempo che dell'anima traduca tutta la suggestione. Così tu nutri la gioia della vita, l'intonazione fluida e commovente di una struttura verbale come vita che torni al suo pensiero naturale e lo contempli con rinnovata sapienza, come di chi sa aprirsi all'emozione di un abbraccio universale, dove confluiscono i sentimenti dell'uomo, le sue gioie, o suoi dolori, connotati da forte tensione che vanno a sublimare una sorta di epifania dell'anima.
Esemplari a mio giudizio sono i bellissimi testi: La sveglia, Halley, Preghiera del poeta e il racconto dedicato alla madre che riflette una situazione di disagio psicologico dovuto all'età, ma anche alle mutate condizioni esistenziali che non permettono più grandi voli senza paracadute: una condizione di precarietà comune a chi si sente smarrito fuori dal guscio della propria dimora, che diventa un punto fermo, un baluardo e una difesa alle temperie del mondo...alle incognite! 
 

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Published by VolaPoesia Overblog - in Recensioni
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