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13 ottobre 2014 1 13 /10 /ottobre /2014 09:45

 

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

Domenico Pisana vive a Modica, ove è nato il 2/1/1958. Ha conseguito il Magistero in Scienze Religiose con specializzazione pedagogico-didattica presso la Facoltà di Teologia dell'Ateneo della S. Croce di Roma; il Baccalaureato in Sacra Teologia presso l'Istituto S. Tommaso di Messina, aggregato alla Pontificia Università Salesiana; la Licenza in Teologia Morale presso lo studio Teologico "S. Paolo" della Facoltà Teologica di Sicilia.

 

Ha insegnato dal 1981 al 1990 Etica Professionale e Morale fondamentale. Bioetica presso l'Istituto Superiore "G. Maria Tomasi" della Diocesi di Ragusa. Insegna Religione nel Liceo Scientifico Statale "G. Galilei" di Modica.

Iscritto all'Albo dei giornalisti, dal 1986 è Direttore responsabile della redazione giornalistica di R.T.M. - Radio Trasmissioni Modica. Dal 1982 al 1985 ha svolto attività giornalistica nella TV Video Mediterraneo, ove ha anche curato le rubriche "Scuola e Società" e "L'angolo del libro".

Già Direttore responsabile del Quindicinale della Diocesi di Ragusa "Insieme". Nel 1995 ha fondato il Giornale "Professione IR", periodico a carattere nazionale di attualità, cultura. Ha collaborato, inoltre, a periodici e riviste culturali, tra cui "La Provincia di Ragusa", "Giornale di poesia siciliana" di Palermo, "Dialogo" di Modica, "La Vita Diocesana" di Noto.

Svolge l'attività di scrittore, critico letterario, saggista.

Ha conseguito alcuni riconoscimenti importanti tra cui il "Premio Katana" 1988, la "Menzione d'onore" al Premio Bontempelli-Marinetti, per quanto riguarda la critica letteraria. Per la poesia ha ottenuto, oltre a varie segnalazioni, il "Premio Giacomo Leopardi" nel marzo del 1988 a Catanzaro.

Ha pubblicato volumi di poesia, saggistica, critica letteraria e testi di teologia:"Oltre il silenzio della parola", Vincenzo Ursini Editore, Catanzaro 1990; Guardando lembi di cielo, Adierre Editrice, 1993, Poesia negli  Iblei, Antologia per le scuole, Setim, 1990; Poesia e teologia in una letteratura d'umanità", saggi critici, Libroitaliano,1995; Saverio Saluzzi e la sua poesia del "Tramonto". Antologia della critica, 1996; Sulla tua Parola getterò le reti, Editrice San Paolo, 1997 (tradotto integralmente in polacco e in spagnolo);

- La famiglia santuario della vita. La riprogettazione dell'ethos familiare siciliano alla luce di Evangelium vitae.

 

 

 

Non dirò più nulla alla coscienza

Non dirò più alla coscienza
di scrutare
l’abisso delle notti
e di oscurare la luce
e di salpare i confini del silenzio
e di mordere i fili del mistero.

Tutto sarà come al lume sotto il moggio.
Gli occhi guarderanno la clessidra
per consumare il lievito dei farisei
e la nebbia coprirà il monte
ove l’aria s’è fatta irrespirabile
e uno stuolo di corvi ha scavato una dimora.

Non dirò più alla coscienza
di riaprire
le ferite del clown cantastorie
e d’inondare d’azzurro le cadute
e di separare il grano dalla pula
e di tessere la tela di Penelope.

Tutto sarà come alla fuga di Icaro.
Il cuore costruirà una diga
e un tempio di ghiaccio
s’innalzerà al dio dei morti.

 

 

 Da: Terre di rinascita(Poesie), 1996

 

SE NON FOSSI QUI

Se non fossi qui
a calpestare queste pietre stanche
e a fare delle mie mani
una coppa di neve,
non mi sentirei
come nave smarrita in cerca di terra.
E questo tempo
che m'appare così freddo
e che attende di ormeggiarmi
agli scogli del mio mare,
non sarebbe una pianta senz'acqua,
un ramo spoglio di fronde,
una flebile voce
incisa sul tuo cuore
come scritture sull'oro.
Non più buie grotte,
i giorni canterebbero inni d'amore;
il pane e il vino,
la tavola e la dimora
avrebbero il loro antico sapore;
la tua bocca uscita dal sonno
renderebbe iridescente
l'orizzonte delle mie fatiche.
Ora che le mie radici
hanno trovato la loro terra,
vivrei nuove stagioni
e notti rossi di luna
e canterei sereno
sino alla fine della vita.
Copyright by Domenico Pisana

 

 

NOTTE DI SAN LORENZO

Consegnami oh cielo
al mio canto di libertà,
sguardo dell’anima sul mare,
ridonami l’aria e le stelle,
che danzano come numi dell’olimpo,
la tenue carezza di sangue e di miele,
l’odore salmastro della sabbia,
il sussurro di una brezza di vento,
il sogno amato non sognato
che sversa nelle trafitte delle fibre
foglie verdi destinate ad ingiallire.

Cielo, restituiscimi i tuoi germi d’infinito,
le trasparenze ricamate di voci sibilanti
che parlano lingue di pensieri indecifrabili:
voglio riascoltare ciò che i poeti sanno ascoltare,
imparare la lingua del cuore
che l’impercettibile luccichio delle stelle
possa riflettersi o negarsi: non importa
essere un granello di più, il granello calpestato,
il granello leggero che l’onda si porta via.


Agosto 2014, inedita 

 

 

 

 

 

 

         

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