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13 marzo 2011 7 13 /03 /marzo /2011 15:00

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Notiamo un'accelerazione furibonda che la dice lunga sugli episodi e sugli accadimenti dell'ultima ora. Tutti i nodi stanno per venire al pettine nei cambiamenti e nei risvolti dell'esistenza globalizzata di un'umanità piagata, esasperata, resa nulla e intorpidita dagli ultimi baluardi di regimi.

Alcune condizioni rappresentano davvero svolte epocali, parliamo ad es. delle rivoluzioni libertarie del Magreb, delle sommosse e dalla fuoruscita delle ultime dittature: una ventata d'aria nuova ha spazzato via letteralmente gli ultimi dittatori, disarcionando gli imperi a conduzione quasi dinastico-familiari che vari piccoli rais avevano creato, una dinastia che nei loro intenti e nelle loro utopie di fuorileggi, doveva passare agli eredi, tendenzialmente volta ad assoggettare intere popolazioni agli strapoteri di un solo potere che diventava dinastico nel passare da padre in figlio. Ma non è solo il vento di libertà ad esauturare intere generazioni di nuovi poveri. Di certo, la loro esistenza è stata attraversata sempre dalla miseria e dal controllo politico socio culturale dei <dittatorelli> di turno, che ne hanno sempre impedito l'allinaeamento alla modernità, ma certamente molta infuenza e apertura all'occidentalizzazione ha portato internet e la visione in tempo reale di ciò che avviene nel mondo. Coloro che stanno facendo la rivoluzione cosiddetta del gelsomino, sono tutti giovani dai venti anni in su, non sventolano bandiere di nessuna tendenza politica, soltanto vogliono, pretendono e chiedono diritti civili: la libertà di idee e di azione, che li ha sempre tenuti sott scacco; vogliono allinearsi all'occidente in quello che può essere diritto allo studio, al lavoro, all'emancipazione. tutti diritti umani calpestati o ignorati fino a questo momento, che hanno provocato la frammentazione e la faglia virtuale e reale tra loro e il resto del mondo moderno. Questi giovani stanno lottando per i diritti civili, per la Scuola, per attestare il loro diritto alla vita, alla società, al senso universale di esistere. Vi si respira una sorta di liberazione e di evasione dalle gabbie di una dittatura che li ha sopraffatti, affamati, resi ciechi e sordi, deliberatamente  succubi dei loro rais di turno, soggetti a diaspore, a emigrazione clandestina verso territori più liberi e civilizzati.

Un fenomeno di tale portata non era stato previsto, come del resto non si era neppure immaginata una crisi planetaria di eguale intensità economico-finanziaria. Senza alcun dubbio, il mondo globalizzato è stato scosso dalle fondamenta. Siamo stati presi alla sprovvista da uno tzunami di imprevedibili proporzioni. Ora l'incognita è alle porte. Dove andranno tutti i profughi del Nord Africa? dove si rifugeranno questi nuovi e inurbati poveri condannati alla miseria da secoli di dittature sanguinose e inamovibili? Si potranno introdurre democrazie nele varie regioni che hanno versato il loro sangue per cacciare l'impero del Male? Sapranno gestire la tanto sospirata liberazione? o cadranno preda di altre finte demagogie che inevitabilmente si verranno a creare in territori non avvezzi ad autogestirsi, ad avere governi liberamente votati,  dai quali troveranno asilo le loro speranze? e ancora, vi sarà una ricomposizione e una nuova spartizione di ricchezza, saprà il nuovo "universo" venuto fuori dai grandi sconvolgimenti antropologici trovare nuovi assetti? disincagliararsi dalle nuove sacche di povertà, utilizzare il cervello per equilibrare un mondo più giusto? Oppure si accavalleranno poveri su poveri, diseredati su diseredati, fino a formare una catena di dimensioni apocalittiche che sconvolgerà il mondo moderno, ormai alle soglie del famoso 2012 anno della dichiarativa e fatidica data  di fine del mondo?

 

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Published by VolaPoesia - in Articoli di attualità
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