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3 ottobre 2014 5 03 /10 /ottobre /2014 12:49

a cura di Ninnj Di Stefano Busà

 

Mariano Menna è nato a Benevento nel 1994. Ha conseguito la maturità scientifica presso l’istituto Polispecialistico Gandhi di Casoria. E’ iscritto al primo anno del corso di laurea in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli.
Nel 2012 è risultato vincitore del Concorso Nazionale “Scrittura attiva” di Tricarico, nella sezione giovani, con la poesia “La ballata del vagabondo”;
Nel  2013 :
ha pubblicato due raccolte di poesie  “La grande legge” e “ La pagina bruciata”, entrambe edite da Marco Del Bucchia rispettivamente a maggio e novembre;
è risultato secondo classificato nella sezione “Giovani” del concorso Nazionale “Città di San Giorgio a Cremano” con la lirica  “Iris” ;
 E’ membro cofondatore della corrente  artistico-letteraria del Labirintismo, il più grande movimento d’avanguardia del 2000 con più di 200 iscritti.
Nel 2014:
si è classificato al 3°posto nella 5^ edizione del premio letterario internazionale “Le parole dell’anima” Città di Casoria (NA)  con il libro di poesie “ La pagina bruciata”  ;al 2° posto alla IX edizione del Premio Artistico - Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic con l’inedita “ Il crepuscolo”; ha ricevuto il premio della critica nell’ambito della XV edizione del Premio Letterario Internazionale “Tra le parole e l’infinito” con il libro “La pagina bruciata”.
E’ stato inserito nelle antologie   “Poesia per Dio” , curata dalla casa editrice “La Ziza” con la poesia inedita “La scelta” (marzo 2014)   e “Fondamenta instabili”, curata da deComporre Edizioni.
Alcune sue poesie sono apparse su blog e riviste online come  “ L’ombra delle parole” di Giorgio Linguaglossa,  “Alla volta di Leucade” di Nazario Pardini,  “ La distensione del verso” di Sandra Evangelisti,  “ Le Reti di Dedalus” di Marco Palladini e “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo.
Nichilismo
Una goccia incessante martella la quiete:
è piena di vuoti pensieri  la mente,
continua la caccia ad un senso sfuggente;
la vita è celata dietro a una parete.
Lo sguardo si ferma sui singoli oggetti:
solo materia che ovunque si estende,
un mondo di corpi e molteplici aspetti
creati dal nulla, che poi, li riprende.
Quella putrida salma valeva una vita,
 era anche amata tra gli esseri umani,
ma tu non potrai più tenerle le mani:
era una rosa e adesso è appassita.
Il tempo ci morde come una mela,
spolpa le ossa e più niente rimane,
solo parole taciute, ormai vane:
si spegne il fuoco di ogni candela.
Queste rime son  polvere amara,
il vento le spazza lontano già ora,
sono una vacua preghiera a me cara,
un requiem disperso nella gelida bora.
  
Majorana (29/08/14)
“Vidi un lampo accecante e una nube di fumo :
un fungo gigante saliva nel cielo “
E’ questo il progresso?
Questo labile compromesso
tra il bene e il male
 torna a bussare alla porta
di chi non ascolta
la voce della propria coscienza:
la chiamavamo scienza, ma io
seppi guardare oltre “il monte”;
già scrutai l’orizzonte
di quel “non ancora”
ed in questa  dimora
cupa e isolata,
io rinnego la strada
percorsa per gioco e potenza:
io rinnego la SCIENZA.
Passo ancora le notti a pregare
che il mio sguardo non torni
a sguazzare nel vero:
il più grande mistero del mondo
è l’uomo col suo criptico sfondo,
col suo essere santo e demonio
in un solo volto.
Una volta il mare mi ha rifiutato
ed ora passo i miei giorni
da pastore, sdraiato sull’erba
che sa di rugiada:
io rinnego la strada
percorsa per gioco e potenza:
io rinnego la SCIENZA.
  
Orizzonte ( 8 aprile 2014)
Più rosso è il cielo d’orizzonte
se il Sole ricade nel mare;
il fuoco m’incendia la fronte
e poi lentamente scompare.
E’ luce che abbaglia la vista,
un gioco di mille impressioni:
ricorda una tela, un artista,
una storia di altre stagioni.
Il mondo era meno moderno,
ma il mare è rimasto lo stesso:
quel faro sbiancato è l’eterno
che torna ad illudermi adesso.
Rivedo il mio viso immaturo:
la barba era ancora  mistero.
Adesso, se un po’ la trascuro,
divento più vecchio ed austero…
Tanti anni volati col vento:
li osservo con altri colori,
perché non è solo dei fiori
il cruccio del cambiamento.
Ancora il miracolo avviene
su questa terrazza di ieri:
anche oggi la vita appartiene
al tempo e ai suoi strani poteri.
Chissà se potrò ritornare
a scambiar due parole col Sole,
 qui, dove  ricade nel mare
e poi lentamente scompare…
  
  
Temporali d’estate  (16/06/14)
Il sole lascia posto a un cielo cupo,
squarciato da fulmini e folate
di vento, che ottenebra le strade
e lacrima sul mondo senza indugio.
Avevo già dimenticato il suono
ipnotico della pioggia che cade;
così ogni vita è una lunga estate
di bruschi e devastanti  temporali .

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