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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 08:57

Sono Ninnj Di Stefano Busà: scrittrice, giormalista, critico, poeta,

 

Mi cogliete in un momento di grande sconforto per quanto attiene la situazione italiana di questo momento.

 

Per ora non si delineano fattori di ripresa o di crescita. La situazione è di stallo.

Vi sono miei interventi su FACEBOOK.

Essere italiano in questo periodo storico vuol dire “arretratezza strutturale, formale, e di pensiero: lo schema è piuttosto piatto, non si notano scatti d’ala, dovremo aspettare i risultati di quest’ultima pletora di burocrati e tecnocrati per visualizzare un qualche movimento che regoli il meccanismo inceppato. Troppo e per troppo tempo, abbiamo sottovalutato le inadempienze, le incongruenze, la burocrazia, l’inefficienza del sistema-.Italia. Abbiamo perso il treno. Per il momento siamo fermi sul binario in attesa che ne passi un altro. e questa volta, badare bene di non perderlo, perché sarebbe la fine.

Restare al palo per un popolo di creatori, estrosi, fantasmagorici cultori (del fai da te) è certo umiliante, ma sapremo cavarcene fuori. La verità è che non si affrontano i problemi dal lato strutturale, non si aggiustano le situazioni, non si effettuano tagli equi, si fanno arrangiamenti che toccano solo le tasche dei poveri cristi, sempre gli stessi, in barba ai miliardari che hanno patrimoi ingenti e godono anche dello “scudo fiscale”. Come dire: invitiamo Dracula a fare da crocerossina. Ci berrà tutto il sangue, ci svenerà, senza concludere niente. Perché le cose non si aggiusteranno, svendendo i figli. E ogni buon padre di famiglia lo sa, i nostri Governanti dovrebbero essere i nostri padri (?), coloro che devono fare i nostri interessi. Lo saranno? c’è da chiedersi in un momento così drammatico, in cui ne va di mezzo l’esistenza dell’Italia, la sopravvivenza di un popolo, sapranno i ns. eroi rimettere a dritta la barra?

 

Per me, l’orgoglio di essere cittadina italiana si è andato stemperando, ormai siamo incorniciati come un popolo di mentecatti, di buonisti ad oltranza, di succubi. La parte migliore di noi ci dice di non arrenderci, ma sarà sufficiente dire no e basta, ma poi a chi lo gridi? nessuno ci crede più, a chi rivolgi il tuo NO.

Fin’ora ogni governo ha fatto la sua strage, il suo danno irrimediabile.

Saprà questo Governo provvisorio, fatto ad hoc per la circostanza, venuto dal nulla (alieno alla politica ufficiosa e spocchiosa, alla casta disonorata e corrotta (molti deputati inquisiti o finiti nelle maglie della giustizia), scendere dai Monti (si fa per dire) al mare e programmare un capovolgimento di situazioni ataviche, di immobilismi secolari, di veti incrociati, di congreche cronicizzate,  di malavita, di corruzione, di malagiustizia?

 

Molte, troppe cose deludono di questa Italia indolente, pasticciona, inerte, arretrata, fatalista (ha sempre creduto che i problemi li risolvano gli altri? o peggio si risolvano da soli?).

 

Essere Italiani oggi non è un vanto.

Ma ci tocca sperare! sperare! la speranza non muore, si piega, ma non si spezza, Traduciamo, dunque il pessimismo in moderato ottimismo, guardiamo al bicchiere mezzo pieno, anziché a quello mezzo vuoto. E che Dio ci aiuti, ce la mandi buona.

L’uomo poco prima di sprofondare ha sempre fatto un passo indietro per non inabissarsi. ...Staremo a vedere...

 

Noi italiani abbiamo troppe colpe, forse anche quella di non esserci resi conto in tempo in quali acque annegavamo. Ora siamo agli sgoccioli, il tempo ci è nemico, corriamo sul filo di lana...

Ma siamo vivi e il ns. è un paese meraviglioso invidiato da tutti, (disprezzato, magari, dai più che non hanno le nostre stesse qualità, fantasie, bellezze...): Siamo un popolo grandemente solidale, tollerante e generoso e su queste formule dobbiamo riappropriarci della ns, vera identità, rifarci il buon nome sbiadito e tirare innanzi, ancora una volta, come se fossimo usciti da un’altra grande guerra, questa volta quella economico-finanziaria-  fatta di Bpt. di Bond, di Spread, una finanza in mano ai magnati, alle banche, ai grandi speculatori, ai poteri occulti.

 

In quanto a consigli ne avrei tanti, una delle ricette possibili è quella di rimboccarsi le maniche, non essere schizzinosi coi lavori più umili e comuni, amare la terra e i suoi derivati (quindi un ritorno magari parziale a coltivare la terra degli antenati., per non farci sovraffollare il territorio da una pletora sempre più enorme di immigrati, che aggiungono la loro miseria alla nostra, portando i loro guadagni fuori dall’Italia, alle famiglie lontane. E questo decentramento di capitali e un decentramento e squilibrio per tutto il sistema Italia che si avvale di mano d ‘opera straniera perché non si vuole sporcare le mani con lavori pesanti che ritiene umilianti. Ma i tempi sono finiti, le vacche sono state munte a tal punto da non avere più le mammelle. A buon intenditore!...        

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Published by VolaPoesia
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