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3 gennaio 2013 4 03 /01 /gennaio /2013 13:41
  • di Ninnj Di Stefano Busà

 

C'è qualcosa che non torna in questo ragionamento che, di sicuro, vuole prendere per il c. gli italiani...Come si fa a credere ad uno che imbroglia le carte, ritenendo che il popolo è bue e non riesce a capire neppure questo.

Dunque vediamo, vi sembra normale? vi sembra un politico affidable, vi sembra una persona onesta e ragionevole un tizio che dopo aver distrutto, messo a ferro e a fuoco, in ginocchio con tasse da capogiro, da -guiness dei primati- il popolo, poi, durante le veglie elettorali, ora che ha deciso di scendere, sì, di scendere, perché malgrado egli affermi che salirà in politica, la realtà è che vi discende a un un livello tanto basso da privarci della ns. dignità, della ns. intelligenza e del ns buon senso. Vi abbasso le tasse, (blatera), dopo averci sfilato fino all'osso ogni euro, dopo averci messo sul lastrico: 

L’ESPERIENZA MONTI SI É RIVELATA FALLIMENTARE SU TUTTA LA LINEA.

E doveva salvare l’Italia! ma oggi il dramma dell’italianetta ridotta ai minimi termini dal governo montiano= raccontafavole e intransigente si conclude con un nulla di fatto. Esce di scena un “figuro” triste, che ha fomentato la lotta tra i poveri, ha messo solo tasse e non ha realizzato affatto i propositi di cui si era fatto interprete. Costui ha movimentato e manovrato una politica di scompensi sociali, prendendo le distanza da subito dalle fasce più diseredate: nessuna equità tanto sbandierata verso le fasce più indigenti ed elargizione di congrui aiuti finanziari ai potentati e alle banche, sostenendo un sistema capitalistico di ricchezza “a compartimenti stagno” dove più ce n’è, più se ne metta. Chiude la sua pagina di immorale governo in miseranda caduta libera: gradimento sceso al 30% e contestazioni con relativi insulti, da ogni parte in cui si trova a transitare.

Si apre così una nuova pagina la storia del ns. Paese martoriato, perché con la caduta del governo Monti non si risolvono i problemi che sono diventati insostenibili e forse irreversibili nella loro gravità e cronicità.

Ammettiamo per astratto che con un’escamotage e una strategia politica dell’ultima ora, (come quando annunciò che avrebbe eliminata l’ICI...), Berlusconi riesca a rimontare la china e a ristabilire fiducia nell’elettorato che negli ultimi tempi lo avevano fatto uscire malconcio e bastonato, quale sarà la politica che ne seguirà? Abbiamo sperimentato sulla ns. pelle che anche Berlusconi non è quel santo che dice di essere, troppo stretto tra nemici di partito, traditori, arrivisti, uomini senza morale, attivati e motivati solo dalle loro ragioni personali, da calcoli e strategie di interessi privati che mirano a tornaconti compensativi di molti zeri, a poltrone in parlamento...La corruzione inizia da lì, e se non si realizza una vera epurazione di cervelli e di anime non si vedrà mai la luce nella composizione di un governo che sia davvero favorevole ai bisogni del paese. Troppi malviventi, troppi ladrocinii, troppe ruberie all’interno di partiti e di Enti inutili che perseguono solo calcoli e cifre da intascare, nessun programma per la società civile che sta andando a “scatafascio”.

Siamo giunti alla stretta finale, sull’orlo del baratro e della bancarotta che abbiamo finora evitata di un pelo e, non certo, per opera di Monti, perché questo burocrate tecnologico ha compresso l’economia e fatto registrare una stasi di crescita e di occupazione davvero fuori misura, gravissima e difficilmente risanabile anche da colui che dovrà ricoprire la carica di capo del governo nel prossimo turno. La tragedia è che non abbiamo disponibili uomini di grandissimo valore e intelligenza politica, non vi è acume né progetti per il futuro nelle loro escalation politiche. Vedono il mondo circoscritto a navigare a vista, in acque torbide, giorno per giorno, a galleggiare, a tirare a campare...Ma il mondo, la società sono cambiati nel frattempo che, loro pare non si accorgano di nulla: da qui la loro incapacità a guardare oltre, la loro incapienza/politico-attitudinale, l’inadeguatezza comportamentale e gestionale. Per essere uomini di governo veri e portare l’Italia fuori dal caos e dal marasma occorre essere vigili, motivati a fare il bene della comunità, occorre passione, non dabbenaggine, né pusillanimità, necessita uno spirito temprato al bene di tutti, non opportunista ad oltranza, che non si ritenga unto dal Signore, beneficiario assoluto della grazia che gli piove dal cielo. Sono necessari: correttezza, onestà, spirito di sacrificio, intelletto vivace e pronto a cogliere le varianti della vita che, in questo periodo storico, scorrono con la velocità della luce. Pensate che in questo momento vi sia qualche persona dotata di tali qualità? Ne dubito. Siamo stati distrutti e messi in ginocchio da un manipolo di cialtroni. Questa è la sacrosanta verità, da qualunque lato la si guardi. E non che l’esperienza sia preziosa opportunità a correggere la rotta: gli errori del passato non aguzzano la vista, non contano mai, anzi si perpetuano e si dilatano a dismisura, perché la miseria chiama miseria,  e se la disoccupazione è al suo più alto grado di tolleranza non verrà corretta nel breve tempo. Fabbriche e imprenditori che chiudono i battenti non si potranno rimpiazzare nell’imminenza, perché l’economia di un paese è frutto di una sinergia politica e di molti elemeni che la compongono e vi s’intersecano, una visuale eclettica, che sa individuare in tempi utili e senza cadere nel baratro, le mosse da prendere e realizzare tutti quei meccanismi atti a far progredire, o almeno a proteggere una nazione, giammai, a depauperarne le risorse, a sprecarne le opportunità, salvaguardandone eventuali perdite e agendo sulle strategie da adottare nel sistema strutturale del paese adeguandolo ai tempi.

E non è lezione di morale la mia, né vuole essere forma di indottrinamento, ma semplicemente il frutto di una saggezza e di una messa in opera che dovrebbe essere prioritaria a chi governa, chiunque esso sia, di qualunque orientamento, sia esso di destra o di sinistra: prima di tutto l’intelligenza umana, poi la risorsa e le doti morali di agire per il bene comune. Gli errori eventuali sono normali, ma se si opera per il benessere collettivo e del popolo si possono riparare e non incorrere in trappole mortali per gl’ingenui cittadini che sono alla mercè di furfanti e di millantatori, oggi come non mai...

 

 

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Published by VolaPoesia Overblog - in Articoli politici
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