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7 dicembre 2010 2 07 /12 /dicembre /2010 07:52

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Il "gallismo" sembra si sia del tutto esaurito. Una volta erano gli uomini a voler consumare <il desiderio> con maggiore voluttà e predisposizione. Oggi la situazione è del tutto ribaltata. A tenere lo scettro della seduzione è sempre la donna, ma con minor approccio da parte del genere maschile, che sembra intenzionato a dare una sterzata alle ragioni che lo hanno fatto considerare, fin qui, il seduttore tout court per eccellenza.

Avanza ogni giorno di più la tendenza a generalizzare l'oggetto d'amore. Il maschio è divenuto < teorico>  del "desiderio inconsumato> e la donna appare sempre pià propensa a fare da cacciatrice. Molte sono le ragioni, e credo, nessuna abbia a che fare col romanticismo.

 L'uomo è diventato più fragile, più in balia delle ragioni profonde del desiderio, che non si esplicita più nelle condizioni e nei territori vagheggiati del sesso e del sentimento amoroso, ma va oltre le barriere del non senso a chiamare a raccolta psicologi e terapie d'urto, quando non una terapia farmacologica contro l'impotenza.

Oggi il novello troubadour ha propositi più pacati, meno irruenti e decisamente più platonici della generazione passata. La donna, da sempre è stata la paladina della corsa ad ostacoli: palpiti, messaggini d'amore, lettere infuocate, spasimi, sempre appese al filo del telefono in attesa del'amato bene. Si è resa necessaria una pausa di riflessione da parte dell'uomo che non possiede la stessa infiammata virilità di una volta, più vicina allo stato brado quale un tempo mostrava di essere. Endorfine e dopamine non cedono più il passo alle passioni sfrenate, vi è un ripiegamento, una stasi, un'onda chimica che porta il maschio a meditare sulle passioni a fuoco esplosivo, che non esistono più. La fiamma troppo elevata ha bruciato i bollenti spiriti, ha incenerito la forza e la potenza espressive dell'uomo che ha esaurito le sue risorse in campo amatorio, o quanto meno le ha modificate, raffrenate e contenute. Proust disse che "si ama solo quello che non si possiede del tutto"Un amore vagheggiato dura almeno il doppio di quello consumato e nella migliore delle ipotesi può aumentare nel tempo e durare per sempre.

Alle donne è sempre piaciuta la posizione di preda, questo spiega la messa in onda di talune passioni che non hanno avuto esito nel senso fisico e, malgrado ciò, sono durate per il resto della vita.

Oggi, però, ritenfo che la deriva neoplatonica, neoromantica, sia dovuta a maggiore distrazione, a maggiore consapevolezza sul diverso grado della scala dei valori in fatto di prestazione e all'ansia che ne deriva di conseguenza. In un mondo globalizzato, robotizzato, industrializzato e reso cieco dalle malformazioni delle "neoavanguardie estreme", anche in campo amoroso, vi è un aggiustamento anche nella scala sessuale. Vi è troppa carne al fuoco per poter individuare e focalizzare il grande amore.

Vi sono infinite distrazioni: il "pressing telematico", il rovello dell'arrivismo facile, il guadagnare e rapinare il tempo, la degustazione lenta delle prelibatezze amorose può attendere, il corteggiamento può andare a farsi... 

Donne nude o seminude che sono pronte a tutto pur di mettere in mostra il proprio corpo, essere riprese un "Attimo" ma che sia quello fatale della conquista dei cieli di celluloide, dalle telecamere degli studios televisivi.

Il genere maschile ha l'imbarazzo della scelta: sicché quando la tavola è troppo imbandita, l'appetito sembra smorzarsi.

Poi bisogna mettere in conto l'intraprendenza e la sofisticata attitudine di molte donne a giudicare l'amore un atto a sé, profondamente legato alla prestazione maschile e perciò enormemente frustrante, da parte di lui,  quando si oltrepassa il limite della neutralizzazione o dell'indifferenza, con un senso di corsa ad ostacoli.

Il rapporto d'amore, il famoso legame a due subisce in tal modo il suo tragico epilogo . Se obbligato alla prestazione rapida e indolore l'uomo si astiene.

 La consumazione dell'atto sessuale è un genere di suggestioni impalpabili, quasi eterei, vi si trasmette l'anima, vi si trasmette l'elemento più raffinato e più romantico del comportamento umano: il desiderio dell'altro/a in cui sublimare l'attesa, il rinvio, lla passione. L'apatia non è prevista, ma un riposizionamento della castità da parte femminile e della pulsione da parte maschile si rendevano necessari per neutralizzare lo stand-by fisiologico della relazione in sé.

Magari, per restituire l'incanto di fare l'amore con amore, di corteggiare con attrazione, di manifestare astinenza quando non si ha voglia o considerare l'amore con delicatezza e superiorità quando c'è l'intensità dell'attrazione.

Astenersi infatti non è oggi solo una libera scelta dell'individuo, magari ideologica o dettata dalla incapacità  a rapportarsi con l'altro sesso, ma è un rimedio a qualche altra destabilizzazione; è un male minore. Abituati come siamo a prendere tutto e subito in una rapina di sentimenti, in una irrimediabile saccheggio del romanticismo e delle sensazioni si è instaurato un rimedio per non annegare nel mal d'amore, ma resistere al "gap" generazionale del menage a due. Nell'attuale società del "mordi e fuggi"anche la spinta e la tensione amorose vengono ridimensionate, sicchè le coppie optano per la lggerezza, per l'astinenza, o per il rinvio. Si corre il rischio che tale orientamento diventi una posizione consolidata oppure apatia, se non addirittura esclusione del sesso, che in tal caso si estingue per autocombustione o per disadattamento sessuale col partner. Solo con la spinta delle pulsioni si può realizzare l'attrazione reciproca. Viceversa va conservato l'amore oltre il suo stesso confine, pena la decadenza e la messa al bando dell'atto d'amore che in tal modo perde tutto l'interesse e l'attrattiva di essere valore in sè, incommensurabile valore nella scala sociale delle relazioni e del completamento della vita, che oltre ai beni materiali ha esigenze anche di beni interiori e soprattutto esigenze di tramandare la vita stessa, procreando.

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Published by VolaPoesia - in Articoli di attualità
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