Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
15 maggio 2013 3 15 /05 /maggio /2013 10:47

“Baciami con i baci della tua bocca: le tue carezze son migliori del vino. Amore è la sua armata contro di me.”Cantico dei Cantici"

 

a cura di Gabriella Pison 

 

 

 

Questi versi rappresentano l’incipit del “Cantico dei cantici”: vera e propria “antologia” di antichi canti d’amore, sapientemente disposti secondo un climax crescente di desiderio, così nella poetica di Ninnj Di Stefano in cui ci troviamo  coinvolti in una danza dei sensi alla quale ci invita facendoci respirare l’intensità del desiderio attraverso l’esaltazione del gusto, dei profumi, della forza primigenia della terra, dell’acqua: Così rubami la memoria, fatti miele e zenzero” o “nell’amplesso impudico della passione…. come fragranza di rosa.” o ancora ” “amore è miele d’arnia che chiude alveari di silenzi”.

Un contrappunto, come vero must di una poetica di fiorito eclettismo in cui si inseriscono  le sue parole, vere meditazioni esaltanti, ermetiche e sofisticatissime: un’impalcatura armonica di un viaggio che si fa armonia nell’ ”orchestrazione di tante meraviglie”, e “il canto si fa breve, sfiora corde desuete e diventa ricerca filosofica per sfuggire alla solitudine, perché anche quando pensa di essere in due, è sempre sola:” Perché la chiave dei miei giorni è correre da te.”

Ninnj Di Stefano è una delle potesse contemporanee più geniali : ormai giunta alla soglia di una meritatissima celebrità può scrivere un libro sull’eros, inteso come viaggio all’unisono di due corpi e di due anime. Non è l’eros, un piano superiore di natura squisitamente simbolica questo, che prende semplicemente la carne, ma è apertura straordinaria , che conduce alla bellezza,  riconosce e crea il valore dell’altro in donazione  epifanica e creativa, che si fa  passione, tenerezza, desiderio allusivo, fantasia, gioco. È un libro che va assaporato dapprima tutto d’un fiato, per gustarne la musicalità e la fragranza del desiderio; la seconda per riflettere su come l’eros cambi l’essere umano, assecondando il sogno, rendendo più dolce il rimorso, il peccato, lo smarrimento e più luminosa la vita. Il paradigma strutturale della sessualità umana ha  dunque il suo asse portante nella sua “simbolicità” e nella silloge della Poetessa c’è  un percorso circolare, mai ossessivo, di proiezioni verso ulteriori significati, che trascendono la corporeità, la materia, la carnalità, così “Un corpo è sempre un corpo, anche nel sorriso che esprime il possesso, l’alterità di un sogno che vi cresce dentro, quando con naturalezza ci attraversa veloce un altro sangue, e rifiorisce nelle vene il senso del mondo, nudo e segreto”.

 

Spiegami, amore, come faccio ad amare la carne senza baciare l’anima scriveva Alda Merini e Ninnj Di Stefano Busà con “Noi siamo (il nostro tempo) stemperato nell’amore” sintetizza splendidamente il male di vivere, la solitudine, il desiderio di uscire da sé alla ricerca dell’anima  e traccia il leit motiv della sua poetica, in una grandezza di “poeta di istanti assoluti”(come Octavio Paz aveva celebrato Juarroz):

 

Una pur breve eternità cogliemmo da vertigine d’amore”…..

 

 

Gabriella Pison

Trieste, 11/5/2013

Condividi post

Repost 0
Published by Volapoesia-Overblog
scrivi un commento

commenti