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12 febbraio 2009 4 12 /02 /febbraio /2009 09:58

di Anna Montella Rivista telematica La Luna § il Drago aprile 2011

 

Domanda:  Molto determinata, colta, sicura, Lei denota molta simpatia e incute rispetto, cordialitè e simpatia la sua immagine di donna in carriera letteraria. Sposata da quarant'anni, ha due figlie Clara e Roberta, ha avuto ida pochi mesi il suo quarto nipotino, come fa a conciliare tutte queste condizioni al suo progetto culturale che è di grande rilievo e di notevole attenzione nell'ambito della cultura di oggi?
R: con molta volontà e spirito di sacrificio. Tutte le condizioni della mia giornata richiedono la mia massima attenzione e cerco di utilizzare al meglio energie e spazi, dando le priorità che richiedono il massimo impegno nell'istante in cui si presentano. Inizio alle 8,00 termino alla mezzanotte. Devoammettere che ricevo molta collaborazione da mio marito, a lui le decisioni che demandano all'amministrazione della famiglia, gli impegni familiari, gli appuntamenti medici, le scelte comuni, a me tutto il resto come l'andamento di ogni meccanismo familiare atto a risolvere le varie situazioni immediate o future.
Domanda: Lei è permissiva o severa come carattere?
R: Credo di esserlo nella giusta misura, quando le situazioni lo esigono. Per le figlie e i nipoti dovrebbero essere loro a dirlo. Il fatto che mi siano legatissimi lascia intendere un buon rapporto, o quanto meno che sono mamma e nonna fortunata. Combatto ogni giorno la mia battaglia personale, senza stancarmi di sostenere le motivazioni , le esigenze di tutti, tentando di far coincidere le varie circostanze e le decisioni che occorre prendere per andare avanti e dare risposte giuste al momento giusto.
Domanda. Ha dato alle figlie una educazione aperta e libera? o le ha tenute a freno? Chi delle due le ha dato di più da fare?
Per fortuna le mie figlie hanno avuto il dono del discernimento, tanto da meritarsi la mia anno scelto i loro studi a seconda delle loro inclinazioni, ho lasciato in tal senso ad ognuno la loro libertà.

Domanda: Lei ha un curriculum di grande rispetto E' anche Presidente per la Lombardia dell'Associazione Nazionale Scrittori, oltre che del Centro "Iniziative Letterarie.di Milano da Lei fondato nel '90., come concilia i suoi diversi ruoli?
R: Ognuna delle mie cariche è indipendente, ad entrame dedico il mio tempo autonomamente, programmo iniziative, incontri, presentazioni di autori, convegni, giurie, presiedo premi letterari etc: ammetto che le mie giornate sono piuttosto intense, anche perché porto avanti ogni giorno anche il mio personale programma sulla Letteratura e la Poesia  di mia produzione che non vorrei trascurare o abbandonare.
Domanda: come vede la politica di oggi?
R: è un tasto dolente, sono consapevole che per l'Italia sia un momento fra i più difficili del dopoguerra.Troppi problemi annosi che non vedono decisioni, soluzioni, alternaive. Tutto sta nell'intelligenza del cuore e nell'equilibrio intellettuale e morale degli esecutivi di  governo che sono costituiti da individui pensanti. Le capacità di interagire, di trovare soluzioni possibili vi sono, soltanto con la mente sgombra di egoismi, la validità o meno è sempre corrispondente alla responsabilità di ciascuno
 

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Published by Di Stefano Busà - in Interviste
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11 febbraio 2009 3 11 /02 /febbraio /2009 16:23

Poesie di Ninnj Di Stefano Busà da " Le occasioni"

Diario Privato


Non so di che colore sono i sogni,
in quali luoghi li sospinge il vento
quando spira e a stento li traduce, li fa lievi.
Ogni diario privato ne annota la fedeltà
all'errore , alla disillusione.
E dà confini brevi questo cercarsi oltre,
oltre la voce, oltre il suo mistero
che interpreta l'assente.
E tutto pare circoscritto, depredato,

fedele solo alle ragioni in ombra.

Non c'è motivo che non si consegni
all'ombre, ai contorni sempre più sfumati.
Tutto resta ignoto a noi che siamo
gente di passaggio, estranei al verde
che apre le contrade, le stagioni liete.


Radici di terra


Tròvalo il luogo giusto, l'incontro
che rallenti l'affanno e ti consoli.
Tu hai radici di terra, un fascio di emozioni
per le sere d'inverno,
quando il cuore batte forte e manca l'allegria
di un sogno che ti aspetti.
E' questo il limite marcato, il casolare sperso
tradisce lo smalto che si scrosta, 
e l'aria punge,si fa breve il lampo.
Arriveranno, forse sì, arriveranno
i giorni senza tinta, salvati da un diluvio,
saremo lì, a rismaltare fiori sui veroni, ore più nuove.


 

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Published by Di Stefano Busà - in poesie
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11 febbraio 2009 3 11 /02 /febbraio /2009 15:41
Il calco

Un tentativo il nostro di dare
corpo ai segni, tempo che non divora
e non consola.
Restano i suoni depredati dall'ascolto,
un convolvolo sul ramo più alto,
un indistinto che ti segna e non ravvisi
che epifanie andate. Puoi toccarlo ora il silenzio,
lo possiedi nel palmo della mano,
ti trafila i giorni, i tempi che non tornano.
Parole ti restano e ti mutano...


Il canto è breve


Aprile è in questo scorcio d'alba,
terra di tutti e di nessuno e il canto
è breve, non trattiene che solo
la sua eco diafana, quasi estranea.
La sera è dell'ombre, il mondo
vi s'addorme fin dentro i vicoli
che flettono passi dopo passi
chiusi al silenzio delle strade, chiusi al mondo.
L'asfalto e le sue crepe
non colorano il verde delle foglie, i prati.
la foglia resta foglia, s'arrendono le voci,
le stagioni ora sanno quanto il canto è breve.
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Published by Di Stefano Busà - in poesie
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11 febbraio 2009 3 11 /02 /febbraio /2009 15:27

Qualche occasione

La scusa è qualche occasione mancata,
la storia quella di sempre,
che non lascia orme, forse appena
un battesimo d'erbe settembrine
di coleotteri e api di contrada
lungo le dorsali ripide, fra i casolari e sterpi.
Ogni giorno è acerbo ma afono,
un verso non redime l'altro verso,
la sillaba scolora, il volto ha qualche ruga,

si fa immune al riso, il fiato è corto.

Non c'è incrocio di strade, né fuoco

che alligni nei vicoli al buio.

Un tempo come forse mai, che fruscia

nei dintorni.

Giochi e giorni tutti andati inseguono

profumi...e quella luce intatta,

qualche occasione mancata.

 

 

 

 

  Migrare

E le stagioni sembrano più brevi,
legano stretti ai passi, fuggono e non sai
a quale piede appartengano,
quale il prato che li veste di luce,
di canti di mondine di spighe.
E agita la sera un vento lieve,
coglie solo a tratti nomi e cose,
le sembianze si sperdono
o hanno la malinconia che le muta,
i suoni quasi desueti del distacco.
Ogni cosa pare migrare, eppure, restano
immutabili le nostre speranze,
come pietre nello stagno
che non hanno vita e divaricano
distanze fra te e il mondo.

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Published by Di Stefano Busà - in poesie
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11 febbraio 2009 3 11 /02 /febbraio /2009 14:02
La poesia di Enzo Cavaricci continua a far intravvedere una dualità di fondo tra il referente narrativo-concettuake dell'uomo e il suo assoluto, che gli origina dalla sapienza avventurosa, metastorica del trascendente, (che è di tutti) oseremmo dire, soprattutto dei poeti, che si pongono interrogativi e domande tra l'essere e il dover essere. Sicché, se da un lato esalta la parola, dall'altra, attraverso di essa, ne vuole ridefinire il suo correlativo oggettivo.
Il linguaggio ne esce quasi influenzato da una condizione di vita che l'autoconsapevolezza del proprio esser(ci) rende pressocché condizione ispirativa sine qua non.
Enzo Cavaricci fa un' indagine analitica, un ecursus nel vivere tout court la pienezza del suo itinerario liico: il linguismo si pone in un territorio quasi inventivo, dal quale si evince la lacerazione del reale e resta per l'autore come ultima ratio da cui poter esperire qualche episodio meno frammentato. Credo che il nocciolo della vicenda lirica di Cavaricci rimanga in tutto o in parte in questi versi: "Mi giungono soffi quasi impercettibili/ di vento/ nella notte d'astri e rievocazioni, / quasi un lamento di perse occasioni." (Acufeni)
                       Ninnj Di Stefano Busà
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Published by Di Stefano Busà - in Recensioni
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2 febbraio 2009 1 02 /02 /febbraio /2009 09:58

CIRCOLO DELLA STAMPA, novembre 2006


In occasione dei Premi alla Cultura, alle Scienze e alla Letteratura che l'Unione Nazionale Scrittori assegna annualmente a personalità degne della massima considerazione, al poeta Franco Loi è stato assegnato il Premio alla Cultura. A fare gli onori di casa la scrittrice e saggista Ninnj Di Stefano Busà nelle vesti di Responsabile della Lombardia del settore Cultura. Altri premi sono andati a
Nicola Crocetti e a Sandro Gros-Pietro per l'Editoria, ad Alfonso Signorini e Silvana Giacobini per il giornalismo televisivo, ad Annibale Carenzo per la cronaca, a Guido Zavanone per la Poesia, ad Alessandro Quasimodo per la regia, a Valentina Cortese per il Teatro, a Giulio Giuzzi per il giornalismo culturale.
Negli anni sono stati premiati il poeta critico Alberto Cappi (per le traduzioni), Giorgio Bàrberi Squarotti per la Letteratura, Gianni Caprara per la Tecnica aerospaziale, Marco Pascucci per la Scienza aerodinamica spaziale, e molti altri.

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Published by Di Stefano Busà - in Conferimenti
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