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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 14:22

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 12 gamberoni, 1 costa di sedano tenero, 2 spicchi d'aglio, 3 rametti di prezzemolo, olio extravergine di oliva, 1 carota, 1 cipollotto, 1 bicchierino di Chardonnay, sale e pepe.

 

 

Lavate bene e sgusciate i gamberoni. Non buttate le carcasse, rosolatele con le teste e gli spicchi d'aglio nell'olio, aggiustando di sale. Aggiungete nel tegame il sedano, il cipollotto e la carota tritati finemente. Coprite con 2 bicchieri d'acqua e portate a bollore. Fate restringere il brodetto di pesce per almeno 20 minuti. Ora filtrate, e cospargete il fondo di cottura rimasto con lo Chardonnay. Versatevi i gamberoni sgusciati e fateli cuocere 5 minuti nel condimento cospargendo con trito finisimo di prezzemolo. Trasferite su un piatto di portata, spolverate con pepe nero macinato fresco. Servite caldo accompagnato da fette di pane casereccio abbrustolite.

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 18:28

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 800 gr. di coda di rospo, 1 melenzana, 1 cucchiaio di capperi sott'aceto, 1 cipolla, 2 cucchiai di pinoli, 1 rametto di maggiorana, olio extravergine di oliva, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 pizzico di peperoncino, 2 ciuffi di prezzemolo, sale.

 

 

Lavate la melanzana tagliatela prima a fette, poi a piccoli dadolini che lascerete in acqua fredda leggermente salata a perdere l'amaro per mezz'ora. In una padela antiaderente fate rosolare la cipolla tritata, versate i dadolini di melanzana strizzati molto bene, e fate cuocere per alcuni minuti, finchè sono morbidi, Pulite le code di rospo (nel caso avesse la pelle, eliminatela), tagliate la polpa a pezzi medi e fatela rosolare nel composto di melanzana per 10 minuti, aggiustate tutto di sale. Aggiungete i capperi sgocciolati, i pinoli, la maggiorana. Sfumate con il vino bianco, fatelo evaporare. A fine cottura cospargere con il trito finissimo di prezzemolo e portate in tavola caldo.

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 15:33

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 12 scampi giganti, 500 gr. di tagliolini all'uovo, 1 bustina di nero di seppia (al supermercato pronta), 10 pomodorini ciliegini, 2 spicchi d'aglio, 4 rametti di prezzemolo, olio extravergine di oliva sale e peperoncino.

 

Mentre portate a bollore l'acqua salata per la pasta, lavate e aprite gli scampi. In una grande padella antiaderente con 3 cucchiai d'olio, fate rosolare l'aglio sgusciato e schiacciato, insieme agli scampi, aggiustate di sale e peperoncino, aggiungete i pomodorini tagliati a metà, fate cuocere qualche minuto. Irrorate con 1 bicchierino scarso di Brandy, lasciate evaporare. Scolate al dente i tagliolini, lasciateli abbondantemente umidi d'acqua e scioglietevi il nero di seppia, mescolando accuratamente finché si è ben sciolto. Versate i tagliolini nella padella col condimento, fate mantecare e asciugare qualche minuto il fondo di cottura. Sistemateli su un vassoio, cospargete di un trito abbondante di prezzemolo e servite caldissimo.

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 15:18

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 2 scatole di cannellini bianchi , 1 confezione di guanciale a pezzetti (magro, quello per la carbonara), 1 cipollotto, 2 spicchi d'aglio, 2 rametti di prezzemolo, 2 cucchiai di Brandy, olio extravergine di oliva, sale e peperoncino.

 

Scolate il liquido di conservazione e lavate acciratamente i cannellini. In un tegame antiaderente, fate rosolare l'aglio affettato e il cipollotto tritato, aggiungete i pezzetti di guanciale e fateli rosolare nel soffritto qualche minuto, poi unite i i cannellini, aggiustate di sale e peperoncino.  Irrorate con il Brandy, fatelo evaporare. Sistemate in una ciotola e cospargete di prezzemolo tritato. Servite caldo, con fette di pane casereccio abbrusolite.

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 14:59

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI x4 persone: 400 gr. di carotine piccole e tenere surgelate, 3 cucchiai di latte, 1 noce di burro, 2 rametti di rosmarino, erba cipollina, 1 cucchiaio di miele, 3 chiodi di garofano, sale e pepe.

 

Lavate bene e fate lessare per 15 minuti, in una pentola con acqua leggermente salata le carote. Scolatele, asciugatele con carta assorbente da cucina. In un tegame sciogliete il burro e fatevi rosolare le carote per qualche minuto. Aggiustare di sale e pepe, aggiungere i chiodi di garofano, il latte, gli aghi di rosmarino e il miele e fate caramellare per 2/3 minuti. Trasferite le carote su un vassoio, cospargete di erba cipollina tagliuzzata e servite calde.

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11 giugno 2012 1 11 /06 /giugno /2012 13:28

 

Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea “Giovanni da Gaeta”

Alberto Magnelli

opere 1910-1970

dal 9 giugno al 16 settembre 2012

 

Valorizzare presso il grande pubblico uno straordinario artista italiano, uno dei padri dell’astrattismo europeo, che ha operato soprattutto in Francia pur amando la sua terra d'origine – sulla sua tomba ha voluto la scritta “Alberto Magnelli, pittore fiorentino” – è l'intento dell'importante mostra che il 9 giugno 2012 è stata inaugurata a Gaeta (LT), alla presenza del curatore scientifico Giorgio Agnisola, del gallerista Antonio Sapone, dell'assessore alla cultura del Comune di Gaeta Sabina Mitrano e del presidente dell’Associazione Culturale Novecento Antonio Lieto.

 Promossa dal Comune di Gaeta, dall’Associazione Culturale Novecento e da Monte-Carlo International Art, Alberto Magnelli, opere 1910-1970” - allestita nella Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea “Giovanni da Gaeta” - ha ottenuto i patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, della Regione Lazio, della Provincia di Latina e della Camera di Commercio di Latina.

La mostra è strutturata in sei sezioni principali - che ripercorrono le diverse fasi della produzione dell'artista - per un totale di centosessantaquattro opere esposte, tra dipinti, disegni, collages, linoleografie:

- Gli esordi e i primi anni Dieci (1910-1917),

- le “Esplosioni liriche” (1918-1919),

- il “Realismo Immaginario” (1920-1931),

- “Les Pierres éclatées” (1931-1935),

- l'opera astratta (1935-1970),

- i “Collages”.

Inoltre una sezione a latere, “Les Nourritures terrestres” (1942-1950), riguarda una serie di dieci litografie realizzate insieme da Jean Arp, Sonia Delaunay, Alberto Magnelli, Sophie Tauber-Arp.

È disponibile in galleria un ampio catalogo pubblicato per l'occasione e che documenta in maniera dettagliata l'uomo Alberto Magnelli e la sua attività artistica.

Un apposito sito web (www.magnelli-gaeta.org) e una pagina facebook (Mostra Alberto Magnelli) sono riservati all'evento (sponsorizzato dal Gruppo Euromobil), in corso fino al 16 settembre 2012.

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In allegato gli Interventi in occasione della conferenza stampa, la Scheda tecnica e un'immagine (A. Magnelli, Collines de Florence, Florence 1920).

Per l'intera Cartella stampa, basta richiederla a questo indirizzo email.

 

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INFO:

Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea “Giovanni da Gaeta”

Palazzo San Giacomo, via De Lieto n. 2/4, cap 04024 Gaeta (LT)

0771.466346 info@pinacotecagiovannidagaeta.it - info@magnelli-gaeta.org

facebook: Mostra Alberto Magnelli

sito web: www.magnelli-gaeta.org

 

 

Comunicazione e Media Relations:

 

Mary Attento (responsabile), m.atten@tin.it

Sandra Cervone, sandra.cervone@alice.it

Lisa Lieto, lisa_alena@yahoo.it

 

Spaini & Partners, matilde.meucci@spaini.it

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Published by Buongustaio - in COMUNICATI-STAMPA
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10 giugno 2012 7 10 /06 /giugno /2012 19:00

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI x 4 persone: 80 gr. di farina, 2 dl di latte, 1 vasetto di Philadelphia, 100 gr, di ricotta fresca, 200 gr. di gamberetti sgusciati surgelati, 2 rametti di maggiorana, 2 pizzichi di noce moscata, 1 mazzetto di rucola, burro, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale e pepe.

 

 

Frullate nel mixer l'uovo con il latte, la farina e un pizzico di sale. Lasciate riposare la pastella per 15 minuti. unite la rucola e la maggiorana tritate, la noce moscata e mescolate bene. In un padellino antiaderente di venti cm. con un fiocchetto di di burro, cuocete da ambo i lati le crepes: Unite ora in una terrina tutti i formaggi, i gamberetti scottati 5 minuti in acqua e scolati, mescolate il composto e regolate di sale e pepe. Spalmate le crepes col abbondante preparato, arrotolate, formando dei tronchetti, tagliateli a girelle di 3 cm di spessore. Sistemateli in una teglia imburrata, cospargete con abbondante parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti, finché si formi una leggera crosticina. Servite caldi o tiepidi.  

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10 giugno 2012 7 10 /06 /giugno /2012 08:06

di Ninnj Di Stefano Busà

 

E ci risiamo a parlare di Poesia! ma cos'è questo corpo estraneo che ci sobilla, ci fagocita l'esistenza e, pur nel clangore quotidiano, si manifesta come un mantra?

La sottile linea di demarcazione ci indica spesso la sofferenza, il malessere di una parte dell'anima che entra in contrasto con la vita, con le banalità o le inadempienze di un mondo che ci riserva solo la parte negativa di se stesso,

E in tal senso la Poesia, in quanto privilegio-dannazione di una elaborazione del linguaggio  per eccellenza, luogo abilitato all'espressione del pensiero "pensante" è storia, vicenda di ognuno e di tutti, perché ridurla a chiosa critico-interpretativa? Una ricerca straordinaria dell'impensabile che si fa "possibile" solo attraverso la scrittura, affine alla filosofia perché analitica, enigmatica, logica, intransigente nella sua concentrazione allusiva.

Un plettro armonico che fa da contraltare al frammentarismo riduttivo del testo scritto è l'atto linguistico della sua trascrizione, molto spesso istintuale, autentica, naturale.

Vien quasi da pensare: genuina e incontaminata, tranne poi farne uso speculativo in una rincorsa all'intellettualismo più sfrenato, al frammentarismo più dichiarativo, al di fuori e al di sopra delle strutture meramente intellettuali.

Si potrebbe dunque parlare di trasfigurazione o astrazione semantiche, le quali in ogni caso interagiscono con la storia di tutti i tempi, proponendo un testo che sia la (ri)creazione della nostra sfera psicosomatica, in quanto emotiva, suggestiva o implicitamente condizionante di un'elaborativa sensazione-percezione che tutta l'abbraccia.

Si potrebbe parlare di una condizione di empatia tra l'io intimo e la parte esteriore del simbolismo più universale, mediante il quale noi comunichiamo (latu sensu) la profonda liaison dell'intuizione, la forma fantastico-creativa della ragion d'essere.

La poesia è dunque occasione di ragionamento logico, ma è anche impulso e stimolo che vengono da molto lontano, provocando l'istanza del linguaggio a livelli semantici più svariati: morfologici, sintattici, metrici, sensoriali, articolati in una sintassi più strutturata, perché sostenuta solo da frammenti logici d'immediata ambiguità, quale potrebbe essere la calca dei sentimenti, delle sensazioni o degli accadimenti che (ri)formulano il concetto di Poesia al di fuori di noi. 

Anche quando la Poesia procede per linee più sistematiche, più esemplari di un neofiguratismo linguistico, il poeta trasferisce la sua razionale diversificazione sull'oggetto/soggetto empatico della sua materia elaborativa, la quale, a sua volta,  epistemologicamente trasmette il pensiero alla sensazione della mente, che la trascrive.

Come in un caleidoscopio visto da ambo i lati, le due visioni si avvicendano in un subbuglio di stimoli che vanno a incanalarsi nelle connotazioni mentali per evoluzioni scientifiche ad es. alla Joyce, o simboliste per mimesi all'Apollinaire.

La percezione del mondo influenza lo specifico limen che contiene l'attraversamento picologico dei sensi; la sua naturale illuminazione è capacità di dare allo sguardo d'insieme la sua forma-categoriale, la sua prospettica ragione di saper individuare figure antagoniste alla realtà, connotazioni e istanze mentali improntate all'evoluzione del linguaggio, che invade e pervade in ogni caso e sempre la dinamica dell'effetto lirico, il repertorio dell' inconscio che brulica di espressioni sedimentate, pronte a venire alla luce. Da qui l'effetto dannazione, prorompente e ambiguo del far poesia.

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8 giugno 2012 5 08 /06 /giugno /2012 08:37

di Ninnj Di Stefano Busà

 

Il numero dei "single" di sesso femminile è in aumento vertiginoso. C'è da chiedersi come mai? Sono cambiati i tempi? è cambiata la società? vi sono in giro meno uomini disposti al vincolo matrimoniale? sono cambiate le capacità della donna di fare coppia fissa, di aprire un dialogo duraturo con l'uomo? Vi è un risvolto di carattere psicologico a tale tendenza? o è il frutto di una società che non crede più nei valori della famiglia, nelle regole da rispettare per vivere in pace e serenità un connubio, diventato difficile, ma non impossibile tra uomo-donna.

Da una parte aumenta il fenomeno degli omosessuali conclamati, che ora vengono allo scoperto, senza più le reticenze del passato:  l'orgoglio gay! è diventato sfrontato, ha messo da parte pudori ancestrali, paure, dubbi e perplessità per inseguire un bisogno patologico di più complessa entità, un fenomeno anch'esso da indagare, analizzare in tutte le sue componenti. Vi sono addirittura petizioni presso la Chiesa e pressioni di gruppi omosessuali che insistono nel voler trovare una soluzione ai loro problemi, addirittura creando coppie "di fatto" che ambirebbero a sancire un "matrimonio",  essere considerati nella società, avere "diritti" patrimoniali, adottare figli.

Dall'altro lato, il fenomeno delle donne che si autodeterminano "single" per volontà, per scelta sono un numero in continua crescita: "sono single e me ne vanto" è il loro motto.

A costoro piace il sesso senza innamoramento, proprio come agli uomini che, per secoli non hanno avuto bisogno di giustificare il loro bisogno di accoppiamento sessuale. Non hanno sensi di colpa PER LA LORO FUORVIANZA ATTITUDINARIA, si sentono libere e leggere, senza obblighi né vincoli di carattere giuridico-comportamentale, senza remore morali. Eppure, in tempi di pare opportunità, la donna che autonomamente decide sulla sua vita sentimentale o sessuale, appare ancora un anacronismo, una devianza.

Il perbenismo da strapazzo è sempre pronto a denigrare, a biasimare. Una donna che dichiari di volere una sessualità libera da vincoli, suscita qualche scalpore o perplessità, viene guardata con biasimo e sospetto.

Ma se l'uomo dei sogni si allontana sempre più dal loro raggio d'azione, non è più una opportunità, neppure tanto ambita, mettere su famiglia, avere figli, coinvolgimenti di coppia, bisognerebbe indagare sulle vere ragioni dell'allontanamento dalla famiglia che non è più considerata la realizzazione di un progetto futuro, ma un percorso accidentato, dove le esperienze multiple e inquietanti possono apparire tutte in negativo.

L'altra metà del cielo, allora, non è più la soluzione alla solitudine, alla ghettizzazione della donna come un tempo, in cui definita "zitella" veniva messa da parte.

La saggezza della donna moderna consiste nel vivere appieno la sua sessualità senza intaccare il lato affettivo, senza coinvolgere i sentimenti: corpo e anima restano sostanzialente distanti. Il difficile resta vivere questa situazione nel futuro.

L'orologio biologico batte inesorabile le ore relativamente "felici" all'accoppiamento, quelle della fertilità, della bellezza giovanile. Fa riflettere molto su quello che si lascia alle spalle. Sulle prime, non si è in grado di capirne il nesso, ma quando il bioritmo si allenta e la solitudine prende il posto dell'euforia, potrebbe apparire il "vuoto", e determinarsi  immenso e sproporzionato il baratto della libertà e indipendenza dal maschio con la solitudine più amara.

Intanto, per il momento scindere la condizione di "single" felice con l'atteggiamento sempre più diffuso della propria amata libertà appare un argomento molto avvertito, soprattutto, nella generazione di mezzo dai 30/40 anni.

Le donne fanno slittare il loro ciclo riproduttivo intorno ai 40 anni e se si accoppiano lo fanno sempre in vista di una "maternità" non più per innamoramento. Ciò è l'espressione più ampiamente dimostrabile di una maschilizzazione del genere femminile, che porta ad una emancipazione più completa e assoluta di quella del maschio, il quale frequentemente non è in grado di sopperire ai suoi bisogni primari.

Ma il fenomeno, purtroppo, segnala quasi sempre un deterioramento dei tessuto intimo-sentimentale valido per entrambi i sessi.

Affonda le sue radici molto in profondità, cioé nell'essere incapaci di investire sulle relazioni con impegno e regolarità, mostra la reticenza ai sacrifici inevitabili del vincolo. Provoca rimpianto? chissà, sarà il futuro a determinarne la portata emotiva e l'impatto sulle capacità d'amare, di un risvolto umano e psicologico oggi portato alla sopressione dell'oggetto d'amare.

Non essere state in grado di creare un legame solido, duraturo nel tempo, può far suonare un campanello d'allarme, perché il passato non torna, il treno non si fermerà alle stesse stazioni e perdere il treno può voler dire. una sofferenza interiore decisamente più alta del rischio che si corre con un matrimonio alle spalle,

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7 giugno 2012 4 07 /06 /giugno /2012 13:04

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

L'umanesimo filosofico si autodetermina attraverso fasi alterne alla disciplina del linguaggio e ribadisce fattori esplicativi della disamina dell'uomo, attraverso le esperienze multiple e le accezioni con le quali egli introita la più appropriata filosofia alle cose che lo circondano.

L'Arte è la sua eccellenza. Essa libera l'intelletto dalle scorie materiche di un superominismo da strapazzo e fa intuire dietro i vuoti della mente, categorie "oltre", che alimentano e si solidificano attraverso la coscienza dei secoli giungendo a noi quasi immuni da quel materialismo sillogico che lo deteriora e lo assilla.

La parola del poeta, del filosofo, dell'artista è monda; è proliferazione di verità allo stato puro o latenti, che dimensionano il sentire e articolano un inconscio come dimensione di conoscenza. Nelsuo farsi e disfarsi, ha perduto le sue connotazioni superflue, le sovrastutture che la compongono, in tal modo, si autodetermina in maniera più nuova, meno aggressiva, perché la forma ha sostituito la sostanza e, perciò, l'ha decantata da tutte le scorie, l'ha mondata da ogni vizio formale, da ogni asperità, da ogni qualsivoglia contraddizione, l'ha resa fluida, quasi innocente, se di innocenza vogliamo parlare, intesa come forma primordiale di vita, senza il peccato originale.

La purezza dell'Arte preferisce le strade sgombre di detriti, le vie impervie l'arricchiscono di esperienze sensoriali, e perciò si autodefinisce dal suo stesso nucleo determinativo di singoli soggetti per portarsi a coniugare l'estetica dei sensi, delle emozioni, delle suggestioni come un maniscalco che ne determini la forgia dal ferro,.

Vi è tutta una nomenclatura per intuire i rapporti visibili tra lo spirito e l'Arte. Essa si forma nei cunicoli grezzi della psiche, ma viene alla luce in sintagmi, in schegge di autodefinente ispirazione, dall'atto in cui l'Artista la concepisce. 

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