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20 dicembre 2010 1 20 /12 /dicembre /2010 13:55

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 8 fette di prosciutto cotto magro tagliate spesse, 150 gr. di ricotta, 50 gr. di parmigiano grattugiato, 2 uova, 2 cucchiai di pangrattato, 30 gr. di tartufo in scaglie o grattugiato, la scorza grattugiata di limone, 1 noce di burro, 1 altro uovo per friggere, sale.

 

In una terrina mescolate la ricotta con 2 uova sbattute, un pizzico di sale, aggiungete il parmigiano, il tartufo tagliato a lamelle (o grattugiato), la scorza di limone grattugiata. Stendete le fette di prosciutto sulla spianatoia, ponete un cucchiaio o più di composto di ricotta preparato, arrotolate gli involtini strettamente. Passateli nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Dorateli nel burro sciolto e fumante. Fate perdere l'unto in eccesso su carta assorbente da cucina. Servite caldo con un Chiaretto del Garda leggermente refrigerato.

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20 dicembre 2010 1 20 /12 /dicembre /2010 13:25

di Ninnj Di Stefano Busà   

 

 UN'ASSOLUTA NOVITA' IN CAMPO GASTRONOMICO

 

INGREDIENTI: 2 petti interi di pollo, farina, pangrattato, 1 uovo, 2 cucchiai di miele, 100 gr. di pistacchi, noce moscata, 1 cucchiaio di Brandy,1 cucchiaio di ricotta freschissima, 1 cucchiaio di olio, il succo di mezzo limone (non trattato), una noce di burro.

 

Dividete a metà i petti di pollo e scavate in ognuno con un coltello affilato una piccola tasca nella parte più spessa. Preparate la farcia: mescolate il miele con il Brandy e unite i pistacchi tritati finemente, la noce moscata e un cucchiaio di ricotta. Riempite ogni quarto di petto con il composto. Passate i petti nella farina, poi nell'uovo sbattuto con una puntina di sale e infine arrotolateli nel pangrattato. Chiudete l'apertura con uno stecchino, dopo averli impanati. Fateli rosolare da entrambi i lati nel burro sciolto e fumante. Lasciateli su carta assorbente da cucina a perdere l'unto in eccesso. Trasferiteli in un vassoio, versatevi sopra il succo di limone sbattuto con 1 cucchiaio d'olio. Serviteli caldi accompagnati da un Chianti dei Colli Fiorentini.

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20 dicembre 2010 1 20 /12 /dicembre /2010 11:21

di Ninnj Di Stefano Busà

 

 

INGREDIENTI: un pollo medio di circa 1 kg, 80 gr. di burro, 100 gr. di prosciuto cotto a fettine, 2 tuorli, 2 spicchi d'aglio, mezzo litro di latte, 2 cucchiai colmi di farina, noce moscata, 1 bicchierino di Brandy, 2 mestoli di brodo (anche dado), 2 ciuffetti di maggiorana, 2 cucchiai di mandorle, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

 

In una padella antiaderente con qualche cucchiaio d'olio e 1 cucchiaio di burro fate rosolare gli spicchi d'aglio schiacciati (poi eliminateli). Fate rosolare da tutte le parti nel condimento il pollo tagliato a pezzi, spruzzate con il vino e lasciate evaporare. Versate un mestolo di brodo e portate a termine la cottura. Preparate una besciamella, facendo sciogliere il burro in un tegame, incorporatevi la farina e  diluite con il latte, unite la noce moscata, il sale e il pepe e il Brandy. Fate addensare per 10 minuti mescolando continuamente. Togliete dal fuoco, aggiungete il prosciutto cotto tritato, la maggiorana e i tuorli sbattuti, continuate a mescolare bene. Sistemate i pezzi di pollo in una teglia, versatevi sopra  la salsa bechiamell preparata, spolverate con le mandorle tritate e fate gratinare in forno a 180° per 15 minuti. Accompagnate con un Grignolino o un Aglianco del Vulture.

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20 dicembre 2010 1 20 /12 /dicembre /2010 08:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

In ogni epoca, la Poesia ha sempre avuto i suoi detrattori, ma è sempre stata il filtro, la ragione ultima e la necessità prioritari all'interno di un processo emotivo, logico, interscambiabile di ogni essere umano <pensante> che sa ritrovare in essa la materia prima di molti e suggestivi modelli d conoscenza.

La sua rara e preziosa struttura morfologica, la carica emotiva, il lampeggiamento interiore hanno sempre fornito all'uomo la sensazione di non vivere di solo <pane> ovvero, di possedere anche un'anima e un cervello che devono essere alimentati, se non vogliono morire soffocati dal banale, dalla mediocrità e dal quotidiano.

L'individuo è fatto essenzialmente di materia, di cellule, di cromosomi, ma anche di genio ed esaltazione. Ne ha bisogno come dell'aria ed è, in torto, chi crede di glissare, targiversare o, peggio ancora, di banalizzare il concetto poetico, che si fa interprete di un ruolo necessario alla psiche come l'ossigeno.

Concorrono poi diversi elementi perché un individuo giunga alla poesia. Innanzitutto, la predisposizione alla visione globale di un piano logico/culturale che lo porti a formulare dentro di sé il concetto lirico. Come per il musicista le note, il poeta deve sentire le parole armonizzarsi, fondersi attraverso la coscienza  che formalizza il linguaggio (ri)componendo il suo universo psicologico/intellettuale.

Infatti, perché non è di tutti scrivere versi? Lo fa solo chi lo sa fare, (talvolta anche chi proprio non vi riesce), ma è ugualmente elogiativo lo sforzo di voler scrivere in poesia.

L'individuo sia esso di genere femminile o maschile avverte l'impianto poetico come un dono aggiuntivo, un quid che lo catapulta oltre lo steccato di una vita miserevole, a volte appiattita dalle vicende quotidiane e dalle sofferenze, ma proprio per questo, portato ad immaginare orizzonti più vasti, cieli più alti, stratosfere dove è bello volare senza le ali, magari solo con la fantasia e il coraggio di voler essere migliori, più ricchi psichicamente, intellettualmente...

E' un dono che non tutti possono possedere, raggiungere uno stadio alto, a priori, nell'immediatezza è pressocché impossibile, perché anche i grandi poeti hanno dovuto lavorare per imporre alla pagina letteraria il loro nome. Niente è facile su questa terra e anche la Poesia, per quanto istintiva, innata e ricercata, ha bisogno di essere incanalata, orientata e perseguita con tenacia e abnegazione. Nessuno ignori mai la necessità del tirocinio, della sua elaborazione a livello d'anima e d'ingegno. Anche i grandi poeti hanno dovuto dimostrare di esserlo. Ovviamente poi, c'è una scala di valori, una graduatoria di meriti che vanno rispettate, perché la Poesia abbia una sua universalità e veridicità.

La programmazione di essa non avviene a tavolino, non ci si sveglia la mattina grandi poeti, non ci si scopre dall'oggi al domani: occorrono tirocinio, sensibilità, profondità emozionale, senso estetico della forma, bisogna inseguire e perseguire la Bellezza della Poesia come fattore di riscatto interiore, da opporre alle forme sbiadite di una vita abitudinaria o spenta.

La ricerca della Luce interiore porta verosimilmente ad un atto unico, inesplicabile, autentico e sincero quale è il presupposto poetico, ma è sforzo di adattamento alla vita, è superamento di se stessi, da un punto di vista umano, etico e spirituale non indifferente. La poesia bisogna amarla, vezzeggiarla, inseguirla, non è un raggiungibile in un sol giorno, non è capriccio intellettuale da mostrare in pubblico per far capire quanto si è bravi...E' palestra esistenziale, costante, e tenace, crogiolo di sofferenza, sublimazione del dolore a livello inconscio o, magari, a volte, è la idealizzazione di un sogno che si realizza attraverso le spirali del dolore. Non si spiega diversamente il fatto che la migliore poesia è quasi sempre il frutto o il risultato di un travaglio interiore che tende a sfociare in una bellissima, imparagomabile oasi di luce, attraverso cui filtriamo il nostro dolore e la nostra solitudine. Tornerò ancora a parlarvi di poesia, c'è tanto da dire al riguardo....

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Published by VolaPoesia - in Articoli culturali
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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 16:36

di Ninnj Di Stefano Busà          FACILISSIMA E DI GRANDE EFFETTO 

 

INGREDIENTI: 200 gr. di yogurt neutro denso (tipo greco), 150 gr. di ricotta freschissima piemontese, 100 gr. di mascarpone, 3 uova, 60 gr, di zucchero, 150 gr. di torrone, 14 biscotti tipo sigari o lingue di gatto, 1 cucchiaio di cannella.

 

In una ciotola montate a neve fermissima i 3 albumi (con un pizzichino di sale). In un'altra ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso. Lavorate la ricotta con una forchetta, aggiungete lo yogurt e il mascarpone. Incorporate tutti gli ingredienti vari e aggiungete il torrone sbriciolato finissimo (a scagliette). Distribuite la crema in coppette individuali e ponetele in frigo per almeno 2 ore a rassodare. Prima di servire, spolverate con un pizzico di cannella ogni coppetta e infilate le lingue di gatto o i sigari al cioccolato (2 per ogni porzione). Abbinate un Vin Santo  o un Prosecco di Conegliano Extra Dray .

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 16:18

di Ninnj Di Stefano Busà   

 

VI FARA' FARE UN FIGURONE COI VOSTRI INVITATI A NATALE

 

INGREDIENTI:  1 cucchiaio di zucchero, 1 bicchierino di liquore Limoncello, 2 cucchiai di panna liquida, 1 limone non trattato.

 

Fate sciogliere lo zucchero in 4 cucchiai di succo di limone, aggiungete il Limoncello e incorporate la panna. Mescolate bene, ma delicatamente, tutto il composto. Versatelo in bicchieri da flut (con il gambo lungo) e accompagnate le fette di panettone o di pandoro per le Festività. E' un eccellente cocktail da bere a fine pasto.

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 16:03

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 250 gr. di ricotta freschissima, 250 gr, di panna fresca, 150 gr. di zucchero a velo, 2 cucchiai di scorza di limone grattugiata, 6 fette di ananas sciroppato in scatola, 100 gr. di more o mirtilli (anche surgelati) x guarnizione.

 

Montate la panna con metà dello zucchero, lavorate la ricotta con l'altra metà di zucchero e mescolatele entrambe mescolando con delicatezza. Unite la scorza grattugiata del limone e le fette di ananas tagliata a dadolini. Incorporate bene tutti gli elementi. Versate nelle coppette singole la crema ottenuta e mettete a rassodare in frigo per almeno 2 ore. Prima di servire, guarnite la superficie delle coppette con more lavate e asciugate o con un grappolino di mirtilli. Da abbinare un Moscato dolce di Siracusa.

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 13:10

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: un quarto di latte, 2 bicchieri di panna, 1 bicchierino di Maraschino, 80 gr di zucchero, 5 tuorli, 60 gr. di farina di mais (Maizena), 100 gr. di pan di Spagna, 150 gr. di cioccolato nocciolato, 200 gr. di ciliegie sciroppate, 2 cucchiai di zucchero a velo.

 

Preparate la crema: portando a ebollizione il latte e la panna, incorporatevi i tuorli sbattuti con lo zucchero, finché diventi un composto spumoso, unite la Maizena continuando a sbattere e mescolare. Fate rassodare la crema per 10 minuti. Spegnete e fate raffreddare. Mettete in coppe singole, il pan di Spagna tagliato a dadolini, spruzzateli con il Maraschino. Versate metà della crema preparata, sistematevi sopra il cioccolato nocciolato tagliato a pezzettoni, coprite con l'altra metà di crema. Guarnite con le ciliegie sciroppate. Ponete in frigorifero a rassodare fino al momento di servirle. Prima di servire queste deliziose coppe, spolveratele con un filo di zucchero a velo e accompagnate il dessert con un Sangue di Giuda lombardo.

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 09:45

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 1 confezione di pasta frolla da 300 gr. 6 albumi, 300 gr. di zucchero semolato, 400 gr. di mandorle sbucciate, 100 gr. di frutta candita a piacere, 1 noce di burro, farina q.b. un pizzico di cannella, 1 fialetta o una bustina di vanillina .

 

Montate a neve fermissima (con un pizzico di sale, perché montino meglio) gli albumi. Tritate o tagliuzzate finemente le mandorle e unitele al composto di albumi, aggiungete la vaniglia, la cannella e il burro sciolto, incoprorate anche la frutta candita tagliuzzata a piccolissimi pezzetti. Foderate una tortiera estraibile, dotata di gancio, con la carta forno, adagiatevi il disco di pasta frolla ed eliminate la pasta eccedente dal bordo. Versatevi dentro tutto il ripieno, (per  non più di due terzi ), livellate il composto, usando la lama larga di un coltello. Fatevi una griglia di striscioline sulla superficie e ponete in forno a 170° per 40/45 minuti (il ripieno dovrà asciugarsi lentamente, a temperatura bassa). Sfornatela, quando e dorata, fatela raffreddare e cospargetela di cacao amaro. Abbinate un Tarasco passito del Piemonte.

 

 

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19 dicembre 2010 7 19 /12 /dicembre /2010 09:22

di Ninnj Di Stefano Busà

 

INGREDIENTI: 600 gr. di panna fresca, 200 g. di latte scremato, 150 gr. di zucchero a velo, 8 gr. di colla di pesce, Cognac, Liquore a scelta, mezzo cucchiaino di miele, 2 kiwi per guarnizione.

 

Mettete in ammollo la colla di pesce in 3 cucchiai di Cognac. Versate latte, panna e zucchero in un recipiente e fatelo scaldare su fuoco basso. Portate a ebollizione, mescolando continuamente. Eliminate dalla fiamma il composto, aggiungete la colla di psce strizzata e fatela sciogliere sempre mescolando. Versate il composto in uno capiente stampo da budino e ponetelo in frigo e rassodare per almeno una notte. Sfornate il dessert su un vassoio o piatto di portata, guarnitelo con i kiwi sbucciati e tagliati a cubetti e servite, dopo averlo irrorato con 2 cucchiai di Liquore  e un filo di miele sbattuti insieme (a Vs. piacere). Consigliato un Traminer passito.

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